Email: l'HTML svela tutto sul mittente

Lo denunciano alcune associazioni americane che chiedono un immediato intervento legislativo per salvare la privacy degli utenti

Washington (USA) - EPIC, EFF e JunkBusters, tre delle principali organizzazioni che difendono i diritti dell'utente in rete, hanno scritto alla Commissione del commercio americana perché sia impedito ai produttori di costruire programmi di posta elettronica che consentono di ricevere email in formato HTML.

Il problema, sostengono le associazioni, è che quando si riceve una email realizzata in formato Web, si può ricevere un cookie o un altro oggetto utilizzato da un sito piuttosto che da un'azienda pubblicitaria per conoscere le navigazioni, le preferenze e i gusti di un certo utente. Se si va su un sito web, si legge nella lettera scritta alla Commissione, ormai tutti sanno che un cookie può essere lanciato sul proprio computer. Ma che questa operazione possa avvenire anche per email sarebbero in pochi a saperlo.

Il pericolo per la privacy e la libertà di scelta dell'utente sarebbe tale che si invoca una norma che dovrebbe impedire che questo "bug di sicurezza" continui ad essere promosso dai più popolari programmi di gestione della posta elettronica.
Secondo Richard Smith, consulente di settore intervistato da PCWorld, i banner pubblicitari contenuti nelle email HTML che vengono inviate a migliaia di utenti, nascondono un numero seriale unico che può servire poi per "tenere traccia" delle mosse dell'utente. "Non è tollerabile, afferma un comunicato di Junkbusters, che una email possa essere utilizzata per affibbiare al tuo sistema un numero identificativo che può essere poi esaminato quando giri in rete. E ' come segnare le persone con inchiostro invisibile".
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