Un dominio per derubare un freeware

Lo sostiene Matro, autore della celebre utility freeware RealPopup, ora insidiata da un prodotto commerciale pubblicizzato senza molti scrupoli su web

Roma - Ciao a tutti della redazione, vi scrivo per segnalarvi un fastidioso caso di abuso di dominio da parte della società vypress, produttrice di alcune utility di messaggistica istantanea (www.wypress.com).

Nel tempo libero mi diletto facendo evolvere una utility che ho creato qualche anno fa, dedicata proprio alla messaggistica istantanea in LAN. RealPopup - questo il nome - si propone in sostituzione dell'applicazione standard Winpopup fornita da Microsoft. Della mia utility, giunta alla versione V2.2 e tradotta in più di dieci lingue, se ne occupò anche Punto Informatico qualche tempo fa includendola nell'articolo Freeware2000/ Un anno tutto da scaricare di Luca Schiavoni.

Come intuibile dal nome dell'articolo di Luca, RealPopup è un prodotto freeware.
La utility è disponibile, da diverso tempo ormai, all'indirizzo www.realpopup.it, dominio da me regolarmente acquistato presso register.it ed ora al secondo anno di mantenimento. L'hosting di realpopup.it mi viene fornito gratuitamente da un provider francese, contento di farlo in quanto anche loro ne sono utilizzatori.

Proprio un utente di RealPoup mi ha segnalato la presenza del sito www.realpopup.com; questo sito non ha niente a che fare con la mia utility, in realtà tratta di un software analogo - ma a pagamento - prodotto dalla vypress.

Il dominio, creato il 10/9/2001, ha il chiaro intento di sviare l'utente che tenta in realtà di accedere alle pagine web di RealPopup. Il prodotto pubblicizzato dalla vypress si chiama WinMessenger, nome che chiaramente non ha niente a che vedere con "realpopup.com".

Come se non bastasse, nelle pagine della vypress si fanno dei chiari riferimenti alla mia persona, affermando cose non vere, come la presunta incompatibilità del mio software con la messaggistica standard di sistema, ed altro. La cosa mi infastidisce non tanto per i meri discorsi tecnici, che anzi mi piacerebbe poter approfondire, quanto per il fatto che con essi si tenta oltremodo di far pagare l'utente per il loro software quando essi hanno digitato www.realpopup.com tentando di accedere al mio software che, ripeto, è del tutto gratuito.

Conscio di aver affrontato con leggerezza questo genere di cose (non ho messo il nome "realpopup" sotto copyright, né mi sono mai occupato di registrarmi il dominio realpopup.com), mi rattrista molto questo atteggiamento nei confronti del software freeware.

In ogni caso, farò il possibile per mettere in guardia i possibili utilizzatori di RealPopup.

Matro
30 Commenti alla Notizia Un dominio per derubare un freeware
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  • se vi interessa a febbraio 2011 il sw non si trova più e la mail qui citata non è più attiva
    non+autenticato
  • La legge italiana e' chiara. L'intento e' evidente e desunibile solo dal fatto che ti citano. Devi solo fargli spedire una lettera dal tuo legale italiano, non serve a niente mandargli una email. Non devi fargli causa internazionale, ma solo farli condannare in italia. Contano solo sul fatto che tu non li perseguirai, perche' questo ha dei costi iniziali. Ma di fronte ad una lettera di un legale, vedrai che chiederanno loro per primi un patteggiamento.
    Credo che qualche centinaio di milioni possano essere un discreto indennizzo, per cominciare.
    non+autenticato
  • C'è poco da aggiungere a quello che ha scritto Matro... Ingenuità la sua quella di non registrare il .com o il copyright, ma triste cinismo di chi vuole fare i soldi (ma quanti poi??) sfruttando un freeware!!

    In ogni caso è inutile lamentarsi, perché la cosa è avvenuta ed è legalmente "accetabile". Propongo quindio di inviare un'email con venti righe piene della scritta THIEVES (= ladri) per circa un mese al sito incriminato. Io lo farò da subito. Chi vuole mi segua. E sparga la voce. Internet può essere più potente (o perlomeno significativo) delle leggi vigenti.
    non+autenticato
  • Ho letto sul sito dell'autore (realpopup.it)
    che il software è scaricabile da "CNET Downloads"
    (www.cnet.com) e incuriosito sono andato a vedere
    questo servizio.

    E' interessante: volevo provare anch'io a mettere
    qualcosa di scaricabile e o pigiato su "submit a
    file" in fondo a una lista.

    Ovviamente, mi è stata presentata una paginina
    in cui mi si chiedeva di registrarmi come
    utente di CNET.

    Naturalmente nel form di registrazione c'era
    da passare il proprio indirizzo email.

    L'ho fatto a malincuore perché volevo vedere
    se il gioco valeva la candela, ero curioso...

    E poi TAH-DAH!
    Mi ha registrato, ho cliccato "here" per dire
    che volevo aggiungere un file, e qui viene il
    bello!

    E' comparsa una pagina in cui mi si chiedeva
    di accettare il fatto che l'opera era mia,
    senza copyright esterni.
    Fin qui tutto bene.

    E poi si diceva che se accettavo di caricare lì
    il mio programma, automaticamente avrei concesso
    tutti i diritti a CNET.COM. Proprio tutti, eh?
    Non c'era scritto proprio così, ma si menzionava
    una enorme lista di diritti: alla pubblicazione,
    all'uso, allo sfruttamento commerciale del
    prodotto... addirittura ALLA CREAZIONE DI OPERE
    DERIVATE! (proibito dalla Convenzione di Berna!)

    Tremendo!
    E noi ci lamentiamo dell'Italia.
    In America ne sanno sempre una di più...
    non+autenticato
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