Chuck D, sacerdote dell'e-musica libera

Nuova conferenza del rapper americano che ancora una volta si scaglia contro chi abbatte farfalle con i cannoni avvertendo tutti: Internet è la cosa più importante che sia successa alla musica. Più dei Beatles

New York (USA) - In versione sempre più sacerdotale della musica libera grazie ad Internet, il rapper americano Chuck D anche nelle scorse ore ha trovato il modo di far arrivare il suo verbo sui media, generalmente pronti a dare voce alle iniziative censorie delle majors del music business.

Chuck D ha spiegato alla folla della CMJ Music Marathon che Internet è la cosa più importante accaduta alla musica: "Questo momento è il più importante della storia della musica, in tutta la storia". Il rapper, da sempre schierato con la diffusione libera di musica in Rete e per questo anche ascoltato dal Congresso americano, ha spiegato che la Rete è "è la più importante emozione musicale dai Beatles ad oggi, più della disco o del rap".

Chuck D ha posto l'accento soprattutto sulla possibilità per chi fa musica di essere ascoltato ben al di là del proprio luogo di attività, senza per questo dover attendere anni per trovare un produttore o spendere una quantità di denaro in gadget, come spesso sarebbero anche i video, per diffondere la propria musica venga. Con l'effetto benefico, ha detto il leader dei Public enemy, di uscire dal circolo vizioso delle "avide multinazionali della discografia".

Il rapper, che oggi dirige Rapstation.com, "radio cyber" fondata sulla musica free, sostiene che la battaglia contro servizi di file-sharing come Napster è persa in partenza: "Cercare di chiudere quella roba equivale a tentare di fermare la pioggia". Concetti che Chuck D ha già espresso in passato ma che evidentemente ritiene importante ribadire ad una industria di settore che sembra far orecchie da mercante. "Internet è il genio uscito dalla bottiglia? - si è chiesto chiudendo il suo intervento - Oh cavolo, si che lo è. E non verrà rimesso dentro".