martedì 24 ottobre 2000

UMTS, assegnate le licenze

Chi aveva previsto il ritiro di Blu dalla gara ora difficilmente può credere ad un semplice errore di giudizio del management dell'azienda. Dietro all'abbandono la necessità di assegnare cinque licenze al prezzo minore possibile?

UMTS, assegnate le licenzeRoma - Cosa c'è dietro il ritiro di Blu dalla gara per l'UMTS? Sì, perché è difficile, troppo difficile, credere che non vi sia niente e che sia stato solo un clamoroso errore di calcolo del management dell'azienda. Difficile perché il ritiro di Blu arriva dopo rilanci che superano di poco la quota minima per l'assegnazione della licenza, costi che tutti i partecipanti avrebbero dovuto aver preventivato ben prima della partenza della gara. Ma difficile anche perché il ritiro è arrivato solo quando non avrebbe compromesso l'assegnazione di cinque licenze UMTS ai cinque operatori vincenti.

Un dato è evidente: il ritiro di Blu dalla gara ha significato per gli altri operatori la possibilità di grattar via una licenza UMTS a costi ridotti rispetto al previsto. Cinque gli operatori rimasti in gara ieri mattina, cinque le licenze assegnate ieri sera. E nell'italietta del fine millennio è difficile credere, davvero molto difficile, che la condotta ondivaga del management Blu sia dovuta al caso. Forse, per far andare al loro posto le tessere di questo mosaico di truciolato, è sufficiente chiedersi chi abbia beneficiato del ritiro di Blu.

Certo non il Governo, che dall'asta UMTS sperava di ottenere molto più di questi 22mila e rotti miliardi. Da mesi aveva preparato il terreno per rilanci che avrebbero potuto toccare, secondo le dichiarazioni di un ministro noto per le sue esternazioni, anche 35 o 40mila miliardi. Sul Sole24Ore si arrivava a ipotizzare, solo venerdì scorso, 50mila miliardi, proprio mentre su Punto Informatico e poche ezine si prevedeva invece l'epilogo a cui si è assistito ieri. Per il Governo non è dunque andata bene e la quota minima per le cinque licenze, 20mila miliardi, è stata superata di poco.Allora chi ci ha guadagnato? Di certo non Blu, perché il suo ritiro segnala una crisi gravissima in seno all'azienda, crisi testimoniata dalle tempeste che stanno investendo in queste ore il suo management e il suo azionista British Telecom. Tempeste che la sanzione governativa da 4mila miliardi acuirà immensamente, al punto che già ieri notte qualcuno parlava di "futuro compromesso" (anche per gli screzi che ci sarebbero stati tra British Telecom e l'altro importante azionista dell'azienda, Autostrade, dal quale sarebbe partito il più fermo "no" ad ulteriori rilanci nella gara).

Ma non hanno perso tutti. I cinque operatori che emergono dalla gara, infatti, non solo hanno vinto l'asta ma hanno acquisito le licenze ad un prezzo relativamente basso. Su queste pagine abbiamo più volte lamentato l'alto costo della base d'asta, 4mila miliardi, per le ripercussioni che un tale esborso da parte degli operatori avrebbe finito per avere sulle tariffe per l'UMTS all'utente finale. Ma è quantomeno singolare che ora quella quota, 4mila miliardi, sia stata superata di così poco per un incidente di percorso, il ritiro di Blu, che era però nell'aria ben prima dell'inizio dei rilanci.

Il Governo ha sbagliato a decidere una base d'asta così elevata, Blu ha sbagliato i suoi calcoli, British Telecom ha sbagliato strategia e Autostrade sembra aver sbagliato il proprio posizionamento dentro Blu. Forse qui di errori se ne son fatti troppi per credere davvero che sian tutti figli del destino.

Paolo De Andreis
 

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