Prende quota la lettera aperta antiMicrosoft

Si avvicina ormai a quota 200 il numero dei sottoscrittori della Lettera aperta al Governo italiano pubblicata da Interlex e pensata per denunciare quella che viene definita Soggezione informatica dello Stato alla Microsoft

Prende quota la lettera aperta antiMicrosoftRoma - Stanno rapidamente moltiplicandosi le sottoscrizioni alla Lettera aperta pubblicata dal sito dedicato al diritto Interlex.it e rivolta al Governo, una lettera il cui titolo dice molto: "Soggezione informatica dello Stato italiano alla Microsoft".

Nella lettera, indirizzata al Dipartimento della Funzione pubblica, all'AIPA e al ministero del Tesoro, si attacca la politica di acquisti e sviluppo della Pubblica Amministrazione sostenendo che il ricorso alle tecnologie Microsoft si traduce in oneri superiori al necessario e in una sicurezza informatica non garantita.

Nella lettera viene ricordata la condanna in primo grado contro Microsoft negli Stati Uniti per abuso di posizione dominante nonché l'indagine aperta nei confronti dell'azienda di Redmond dalla Commissione europea. E si punta l'indice contro i continui rinnovi del software Microsoft, rinnovi "solo per pochi dettagli o poche marginali funzioni peraltro quasi mai utilizzate nella normale attività degli uffici". Rinnovi che secondo i firmatari si traducono in nuovi acquisti da parte della PA e dunque in ulteriori oneri ingiustificati ai danni delle casse dello Stato.
La lettera, pubblicata integralmente nella seconda pagina di questo articolo, sottolinea come esistano sul mercato numerose alternative ai pacchetti fin qui acquistati che hanno il pregio di costare meno. E si evidenzia come una delle suite da ufficio più note, StarOffice di Sun, sia ora gratuitamente disponibile in Rete. Si chiede, infine, l'avvio di una indagine per ridefinire le strategie d'acquisto.

Della lettera, che da qualche giorno ha iniziato a girare anche su newsgroup e mailing list, si sta parlando molto in queste ore e il numero di firmatari ha superato i 150 in pochissimi giorni. Tra i firmatari si trovano notai, avvocati, giornalisti, commercialisti, docenti universitari, professionisti, dirigenti pubblici, imprenditori, tecnici, consulenti e via dicendo. Ancora non è pervenuta una risposta ufficiale da parte degli organi governativi interpellati. (continua)