Roma, caccia ai lobbisti antiWeb?

Dopo le dichiarazioni di ieri di Franco Bassanini, ministro della Funzione Pubblica, parte la caccia alla lobby che difende l'editoria cartacea a discapito delle casse dello Stato

Roma - Dopo le dichiarazioni di ieri del ministro della Funzione Pubblica Franco Bassanini, pare sia partita la "caccia" per individuare i lobbisti, ovvero i parlamentari che cercherebbero di bloccare la pubblicazione sulla Rete dei bandi di gara della Pubblica Amministrazione. Una lobby che, secondo Bassanini, sta difendendo con i denti il proprio settore a svantaggio dell'economicità e praticità della Rete, e soprattutto delle casse pubbliche.

Ieri Bassanini ha affermato che "una lobby resiste in Parlamento alla pubblicazione dei bandi di gara soltanto su Internet, chiedendo anche la pubblicazione a pagamento sui quotidiani e periodici che è del tutto inutile". Parole grosse, dunque, spiegate così: "La pubblicazione su Internet costa meno e soddisfa maggiormente. Bisogna superare i meccanismi di assistenza dell'industria editoriale".

Sono molti i paesi europei, senza guardare agli USA, che a differenza dell'Italia mettono a disposizione in Rete qualsiasi testo prodotto dalla Pubblica Amministrazione oltreché sportelli dinamici sulle varie attività della PA messi a disposizione del cittadino. Paesi che non spendono più somme ingenti per pubblicizzare le proprie attività su mezzi che non sono per loro natura interattivi e dinamici, come i giornali cartacei.
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