Telefonini da riciclare

Parte una mega-campagna tutta australiana affinché i cellulari dismessi dagli utenti non finiscano nei rifiuti comuni. Il rischio è di disperdere componenti e materiali altamente inquinanti. Un esempio per tutti?

Sydney (Australia) - Ci sono danni prodotti dai telefonini sui quali non regnano incertezze: quelli ambientali. Ogni anno la dismissione dei cellulari da parte degli utenti provoca danni ecologici di vasta portata perché, nella maggioranza dei casi, i telefonini vengono gettati nella spazzatura come qualsiasi altro oggetto.

Ora dall'Australia arriva la più massiccia campagna messa in piedi in un paese ad alto tasso di diffusione dei cellulari, pensata per ridurre o azzerare l'impatto ambientale dei telefonini.

La Australian Mobile Telecommunications Association sta infatti promuovendo, su tutti i media australiani, una vasta campagna pubblicitaria di sensibilizzazione. Vengono spiegati agli utenti i danni che possono essere provocati dal cellulare quando non viene dismesso tramite le strutture di riciclaggio specializzate nella componentistica elettronica.
Anche in Italia, pur con difficoltà, si inizia a parlare del problema. Lo si è fatto, estendendo il discorso a tutta l'elettronica di consumo, durante l'ultimo giorno di SMAU 2000, ma la campagna AMTA e la forte diffusione dei cellulari nel nostro paese forse dovrebbero indurre produttori e governo a spingere di più per informare utenti e consumatori. I rischi sono tanti, dall'inquinamento delle falde acquifere a quello dei terreni coltivabili, allo squilibrio quindi del già disastrato ecosistema italiano.