Italiani poco informati-zzati

Lo afferma Quaderno Iard, secondo cui solo nella fascia tra i 15 e i 17 anni gli italiani abbracciano in massa il computer. Scuole e università non avrebbero invece formato chi ha qualche anno di più. Stimolare insegnanti e istituti

Roma - Che ci sia uno "squilibrio generazionale" nell'uso del personal computer e di Internet in Italia come in molti altri paesi è cosa nota. Ma forse non tutti avrebbero potuto prevedere la differenza che si riscontra nella penetrazione del computing in fasce d'età tutto sommato contigue.

Secondo l'ultimo studio in materia dei Quaderni Iard, l'89,6 per cento dei 15-17enni frequenta istituti scolastici dotati di computer, una percentuale che scende però al 30 per cento quando si va alla fascia dei 30-34enni e delle scuole che hanno frequentato. Si tratta di dati che oltre a testimoniare un "digital divide" italiano segnalano anche quanto sia cresciuto in questi anni l'impegno delle scuole per offrire un accesso al computing ai propri studenti.

I ricercatori dello Iard hanno compiuto anche indagini a campione sui docenti. Il 55 per cento di questi lavora in istituti nei quali si trovano mediamente 25 computer a disposizione degli studenti. Stanno meglio le scuole del nord, dove la percentuale di scuole dotate di PC sale al 67 per cento mentre al sud è ferma al 46 per cento. Le concentrazioni più alte di computer sono, come potrebbe sembrare naturale, negli istituti tecnici superiori.
Molto meno diffuso, invece, l'accesso ad Internet. Solo il 50 per cento degli insegnanti avrebbe accesso a questo strumento. Secondo Iard è necessaria un'opera di stimolo nei confronti dei docenti accompagnata dall'acquisto e installazione di postazioni informatiche efficienti.
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