Flat per 500, si affretti chi può

Digitel annuncia che ci sono solo cinquecento posti disponibili sul suo carrozzone flat. Vinca il più veloce

Milano - Cinquecento utenti che hanno fame di flat-tate saranno accontentati. Poi le porte si richiuderanno di nuovo. Questo è quanto promette Digitel Italia, che sottolinea: "In attesa che Telecom e il ministero prendano delle decisioni o dei provvedimenti per i servizi di connessione INTERNET Flat, (la nostra società, ndr) è lieta di annunciare che mette a disposizione della propria clientela un ulteriore lotto da 500 Flat Internet".

L'offerta di Digitel consente di accedere alla rete pagando 70.800 lire al mese, IVA inclusa. Un prezzo discreto, considerando la difficile situazione del mercato dell'accesso dietro canone forfetario. L'operatore assicura anche 32 kb/s di banda minima garantita e una concentrazione modem-utenti di 1:5 (il rapporto stabilito normalmente, adottato dalla maggior parte di offerte flat-rate). Ora però i posti a sedere nel teatro Flat di Digitel sono numerati: i primi cinquecento utenti che si abboneranno da questo momento entreranno, gli altri fuori.

Momenti complicati sul mercato flat rate: le tariffe rincarano, alcuni operatori non accettano più nuovi abbonati con canone fisso e altri provider mandano a casa tutti, anche i vecchi clienti.

Si aprirà fra poco anche la borsa nera della flat? Per adesso, nel panorama di questa crisi sono avvenute già le prime truffe, che trovano terreno facile per attecchire in questo momento di sconforto generale dell'utenza: è noto, del resto, che quando l'umore popolare dispera sotto i colpi della realtà, spesso si cede alla tentazione di credere alle false promesse di maghi e truffatori.
L'annuncio di Digitel fornisce un ulteriore spunto di riflessione sulla "crisi", un altro motivo per riconoscere le difficoltà che minacciano questa tipologia di contratto: nello scenario "post atomico" che attanaglia la flat rate, sorgono i primi bunker di sopravvivenza. Quello di Digitel ha ancora altri cinquecento posti. Fino a quando?
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