Vuoi vedere il Web? Prima c'è lo spot

Salon e MSNBC sono i pionieri dell'informazione online raggiungibile solo dopo aver visto un microspot. I dettagli della nuova cyberpubblicità

Web - Convincere gli investitori che gli spot su web funzionano e vale la pena pagarli: c'è questo dietro l'ultima iniziativa di Salon e MSNBC, due testate che su internet sono da tempo le pioniere di nuovi modi per "fare spot" su web.

Si chiamano "splash ad" e, a quanto pare, stanno per avere un risalto mondiale che, fino ad oggi, era stato loro negato. Sono gli spot che si frappongono tra il clic sul titolo di una notizia e il contenuto della notizia stessa. Sono le pagine pubblicitarie che appaiono prima degli articoli. Sono l'incarnazione della necessità degli operatori web di trovare una via possibile alla pubblicità online per continuare a fornire servizi di qualità.

E da qualche giorno Salon.com, a parte alcuni problemi di connettività che in questi giorni affliggono numerosi siti americani, sta fungendo ancora una volta da "sito di sperimentazione". Salon, infatti, fu tra i primi ad introdurre banner di imponenti dimensioni sulle proprie pagine ed è tra quelli che propongono un abbonamento annuale "ridicolo" (30 dollari) per gli utenti che vogliono Salon ma senza pubblicità e con contenuti in più, anche di natura erotica...
Gli "splash ad" per MSNBC, invece, non sono altro che una estensione delle numerose novità che coinvolgono gli utenti della celebre testata Microsoft-NBC. MSNBC, infatti, nel recente passato ha introdotto sulle proprie pagine i banner pop-up, quelle "finestrine" che si aprono oltre alla finestra principale quando si raggiunge il sito, ma anche i pop-under, le finestre che si aprono "sotto" le altre e che contengono una pubblicità che si vede quando si chiudono le altre finestre del browser. MSNBC ha anche portato ai massimi livelli il concetto di "banner espandibile", uno strumento pubblicitario costituito da un tradizionale banner che, quando ci si passa sopra con il mouse, diventa un "lenzuolo" di mezza pagina che copre con il suo spot l'intera schermata, o quasi.

Sono sperimentazioni, dunque. La pubblicità web fa ancora fatica a trovare una propria dimensione, in un momento nel quale anche su internet, come sugli altri media, si contrae il mercato di settore. Sperimentazioni, però, che sembrano forse indicare una via possibile agli inserzionisti, che ora possono spendere sapendo che gli utenti internet possono sottrarsi sempre più difficilmente a quella pubblicità.

Saranno questi banner a garantire servizi di qualità sulla rete delle reti? E cosa ne penseranno gli utenti? Salon mette le mani avanti: "Sappiamo che alcuni utenti web considerano questi spot intrusivi. Ma prima di inviarci email di protesta vi chiediamo di considerare che produrre i contenuti per Salon non è gratuito".
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