ICANN, lo scandalo delle poltrone

Clamoroso voltafaccia dello zoccolo duro dell'organizzazione dei domini. Con un'azione chirurgica i vecchi consiglieri riescono a mantenere le poltrone. All'attacco i nuovi consiglieri, quelli eletti dalla Rete: è scandalo

ICANN, lo scandalo delle poltroneRoma - Mettendola giù semplice, la questione è: quattro dei consiglieri temporanei che entrarono in ICANN alla sua nascita, continueranno a rimanere in ICANN anche se il loro mandato è scaduto. Grazie ad una decisione e ad una procedura rimaste segrete per un certo tempo, al punto da dare ora scandalo sulla Rete, i quattro con la complicità degli altri consiglieri "originali" rimarranno in sella per almeno altri due anni.

Si è di fronte ad una sorta di "golpe" che arriva in un momento delicatissimo, proprio mentre l'ICANN sta esaminando le proposte per le nuove estensioni di dominio giunte in queste settimane. Quelle che verranno accettate, saranno destinate a dare vita a nuovi business miliardari. E con l'aumentare degli interessi in campo pare che l'ICANN stia cambiando la propria natura "super partes".

I quattro consiglieri "prorogati" avrebbero dovuto firmare le proprie dimissioni proprio mentre si insediavano i cinque neo-eletti dell'organizzazione internazionale dei domini. Invece ora potrebbero rimanere in carica anche dopo la fine del mandato dei nuovi consiglieri eletti...
Nel 1988 l'ICANN aveva dato a tutti i membri originali della direzione una "scadenza" al 30 settembre di quest'anno. A quella data tutti i direttori avrebbero dovuto essere rimpiazzati, ma i tempi non sono stati rispettati. E con la decisione firmata proprio da quei membri ICANN, Frank Fitzsimmons, Hans Kraaijenbrink, Jun Murai e Linda Wilson rimarranno al loro posto per altri venti mesi.

E tutto questo nonostante la regola ferrea dell'ICANN, secondo cui dopo due anni ogni consigliere deve andarsene e non può ripresentare la propria candidatura se non dopo altri due anni...

Indignato l'americano tra i cinque nuovi consiglieri, gli unici ad essere stati scelti dai votanti in Rete e di conseguenza, in questo momento, gli unici ad avere un supporto "popolare". Karl Auerbach ha detto: "Sapevamo che questo sarebbe successo. Non sapevamo però chi sarebbero stati i protagonisti della vicenda". "Hans Kraaijenbrink - ha accusato Auerbach - fino a questo momento si è sempre dimostrato contrario al processo democratico delle elezioni. Sono veramente turbato da quanto hanno fatto".

Chiarissimo Micheal Froomkin, docente di diritto dell'Università di Miami, che in una sua durissima nota spiega che "stare sulla poltrona dopo la scadenza del mandato è da squatter. Questo non riguarda personalmente i consiglieri: l'ICANN aveva promesso nel proprio statuto che tutti loro sarebbero stati sostituiti da consiglieri eletti. Poi hanno votato un cambiamento dello statuto, lì per lì hanno creato una bozza del nuovo statuto e pochi minuti dopo era approvata".
TAG: domini