Brevetti del software, la UE cerca la via

Prosegue la consultazione pubblica sulla fondamentale questione della brevettabilità dei codici informatici, ma c'è tempo solo fino al 15 dicembre. In gioco c'è la libertà di sviluppo

Bruxelles - L'Unione europea saprà contrapporsi agli Stati Uniti nella spinosa e centrale questione della brevettabilità del software? C'è questo in ballo nella consultazione pubblica lanciata di recente dalla Commissione, una consultazione che fino a questo momento trova difficoltà a farsi largo sui mezzi di informazione. Una consultazione vitale sul piano della libertà dello sviluppo e dell'innovazione e i cui termini scadono tra pochissimo, il 15 dicembre.

La consultazione è aperta alla partecipazione di tutti ed è sufficiente scaricare una sorta di "questionario" per sottoporre la propria opinione, sapendo che questa potrà apparire in qualsiasi successivo documento prodotto dalla Commissione UE e dunque influenzare le sue decisioni.

Occorre anche dire che fino ad oggi nella Comunità hanno prevalso le tesi, sostenute dalla grande industria di settore e dal commissario Mario Monti, che chiedono di uniformare le leggi europee a quelle americane. Negli USA, le normative permettono la brevettabilità anche di singole porzioni di codice, con la conseguenza di impedire l'utilizzo di tecniche di sviluppo di base senza accordi commerciali o pagamenti di royalty: un vero e proprio danno per i piccoli e medi sviluppatori oltre che un pericolo per la libertà di sviluppo in quanto tale.
Come spiega la pagina dedicata, "l'assenza di una legislazione europea armonizzata potrebbe rivelarsi un ostacolo alla crescita industriale, alla capacità competitiva e allo sviluppo di un mercato interno. Chiunque sia interessato è invitato a preentare la propria opinione entro il 15 dicembre 2000".

Nella stessa pagina si evidenzia come "un dibattito intenso si è avuto in Europa di recente sulla brevettabilità dei codici informatici. Alcuni considerano questi brevetti come stimolo all'innovazione perché garanzia di protezione adeguata dei fondi e delle risorse spese per lo sviluppo di software specializzato e sofisticato. Altri ritengono che i brevetti al contrario chiuderanno gli spazi competitivi e rallenteranno l'innovazione. Scopo della consultazione è aiutare la Commissione a identificare l'approccio migliore al tema e individuare il compromesso migliore tra la stimolazione all'innovazione e la garanzia della concorrenza nel settore".

Contro i brevetti del software è stata da tempo lanciata una petizione alla UE da parte della Eurolinux Alliance, petizione che sta raccogliendo ampi consensi. Sempre la Eurolinux Alliance ha avviato un'azione di raccolta di pareri per la partecipazione alla consultazione voluta dalla Commissione UE.
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