Interviste/ Dopo Galactica il diluvio?

E il destino della flat? Ecco perché sono poche le ragioni di ottimismo, per i piccoli provider e per gli utenti. La situazione vista da uno dei suoi protagonisti

Interviste/ Dopo Galactica il diluvio?Roma - La notizia dell'imminente liquidazione di Galactica pubblicata ieri da Punto Informatico ha suscitato enorme scalpore. Ma arriva in uno dei momenti più bui per l'intero panorama dei fornitori di accesso e di servizi internet. Secondo GianBattista Frontera, vicepresidente di Assoprovider, l'associazione dei provider italiani, non si può addebitare ogni responsabilità dell'accaduto a Galactica.

Punto Informatico: Galactica è in liquidazione, ancora non è chiaro il destino di quegli utenti che aspettano rimborsi o utilizzano servizi Galactica, come l'ADSL. Un altro provider schiacciato dal mercato o un gigante che ha sbagliato tutto?

GianBattista Frontera: Quello che io mi chiedo, rigirando la domanda: non può essere che l'attesa dei tanto famigerati, o vogliamo dire tanto amati?, numeri 700 abbia tradito le aspettative? Visto che proprio ai numeri 702 e successivi era affidato il compito di confermare la possibilità di una connessione a canone forfetario con un accesso paritario alle risorse da parte dei provider. Un discorso fallito miseramente.
PI: Vuoi dire che quanto accaduto non è colpa di Galactica ma colpa della mancata implementazione della numerazione 700?

GF: Quello che sto dicendo è che su quei numeri abbiamo ragionato tutti. Ma la prima proposta arrivata sui 700 richiede investimenti onerosi e costi alti di tariffazione, con limiti di applicabilità. Questo significa che per un provider quella non è un'offerta allettante.
Può essere che non sia questa la ragione di quanto accaduto, ma non escluderei che anche su questo abbia contato Galactica.

PI: Punto Informatico fu il primo giornale italiano, nel lontano aprile del 2000, a portare all'attenzione del pubblico l'esistenza del promettente progetto dei numeri 700. Perché quel progetto è ora da considerarsi fuori mercato?

GF: Il peso che rappresenta l'implementazione è eccessivo. Ma tutto questo fa parte dell'onda lunga di un'Autorità di garanzia sulle Comunicazioni che fino ad oggi è riuscita soltanto ad ottenere una separazione dei conti e dei bilanci nella stessa azienda tra gestione della rete e quella dei servizi.

PI: Stiamo parlando di Telecom Italia e dell'accesso paritario alle risorse da parte dei diversi operatori...

GF: Sì, e ha ragione la Corte dei Conti quando, lo scorso 26 luglio, ha affermato con chiarezza che finché non si toglie l'infrastruttura di rete a Telecom Italia non si apre il mercato.
A tutto questo si aggiunge la dissennatezza della politica del settore in questi due o tre anni... I provider vorrebbero sapere cosa fare da grandi.
TAG: italia
27 Commenti alla Notizia Interviste/ Dopo Galactica il diluvio?
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  • E' vero, non siamo gli americani. Si vede chiaramente. Siamo all' età della pietra e come al solito la nostra f.0.ttut.4 burocrazia continua incessantemente a difendere gli interessi dei grossi gruppi monopolisti, distruggendo le iniziative che portano al progresso e migliorano la qualità dei servizi.
    E' morto un provider, uno dei migliori. Piano piano toccherà agli altri, inesorabilmente. Viviamo in uno stato in cui le buone idee non sopravvivono. Il futuro degli utenti? Siamo carne da macello. Ci faranno pagare anche l' aria che respiriamo e i minuti che passiamo in vita...
    MANDIAMO 4F.F4.N,K,U,L_0 UNA VOLTA PER TUTTE QUESTI POLITICI-AFFARISTI DI M3.RD4!!! svegliaaa!! è ora di reagire!!!


    PuntoInformatico:Dopo la censura e la delazione c'è la deportazione o il rogo?Occhiolino
    non+autenticato
  • E' una vergogna che un paese come il nostro non riesca a scrollarsi di dosso il "cancro telecom", è una brutta malattia che ci sta affossando sempre più e che purtroppo sta distruggendo anche l'attività di molti provider.
    Si fanno leggi, leggiucchine che dovrebbero modificare qualcosa, ma siamo sempre la, è sempre telecom a farla da padrona.
    Saluti
    diaz
    non+autenticato
  • La numerazione 700 sembra l'ennesima invenzione senza capo né coda: se si inventa un nuovo prefisso per i collegamenti a internet, si può scegliere di imporre l'uso di questo numero a tutti, ma allora le condizioni per acedervi devono essere COME MINIMO pari a quelle necessarie per mettere su un qualsiasi nodo internet sulla normale numerazione, senza richiedere un numero minimo di linee, un canone maggiorato ecc ecc.

    Invece, bene o male le varie opzioni seriamente praticabili sono tutte ottenibili con le normali offerte, fra numeri verdi, numeri blu e normale numerazione, specie considerando che alla fin fine TI fa come vuole e può applicare tariffe con una certa elasticità: prova ne è lo stesso contratto che ha avuto Galactica per un anno, delle linee a numero verde a tariffa forfettaria indipendente dal traffico, e questo nonostante che un esercito di commerciali Telecom fosse pronto a giurare su una pila di bibbie che una cosa del genere non fosse possibile.

    Allo stato attuale l'offerta 700 appare come una cosa molto poco appetibile, sarà che io posso 'permettermi' di guardare la cosa da un punto di vista molto distaccato, ma a questa storia non ci ho creduto fin dall'inizio, proprio perché non se ne vedeva una vera necessità.
    non+autenticato
  • Una scorreggia è meglio.
    In Italia comandano lobbies di personaggi INAFFIDABILI, per questo che nulla va per il verso giusto.
    non+autenticato
  • E chi sarebbero questi personaggi???
    non+autenticato


  • - Scritto da: Flavio
    > E chi sarebbero questi personaggi???

    1) I POLITICI della passata e della PRESENTE legislatura. Hanno troppe lobbies interne al Parlamento che difendono interessi personali e corporativi.
    2) La classe Industriale Dirigente, sempre gli stessi che si scambiano le stesse carte tra loro con l' unico scopo di accrescere i loro imperi economico-finanziari e patrimoni personali (Sardegna, Cortina, Capri, Ischia, Paradisi Fiscali esteri, etc, etc).
    E' ovvio che in una oligarchia del genere chi ci va di mezzo sono i cittadini e il progresso effettivo di tutta la Nazione.
    Poco interesse dellla cosa pubblica, finanza e sistema bancario blindato e solo per pochi, politica soffocata dai portaborse.
    non+autenticato

  • Con il tuo qualunquismo non si va da nessuna parte!!!
    non+autenticato
  • A me sembrava realismo.

    - Scritto da: Ciccio
    >
    > Con il tuo qualunquismo non si va da nessuna
    > parte!!!

    non+autenticato

  • Mi dispiace per te.
    Se fosse veramente cosi' non ci sarebbe speranza per nessuno; non rimarrebbe che l'anarchia ed una guerra civile.
    I politici e le istituzioni che si battono per il cittadino piu' debole esistono e ce ne sono molte, per non parlare di quelli che anche se non si battono sicuramente fanno il prorpio dovere e non per un interesse personale. Bisogna pensare come aiutare tutto quello che c'e' di sano, che e' molto, contribuendo anche in minima parte, anche semplicemente facendo il nostro dovere di cittadini. Chi pensa in quel modo puo' finire per agire nello stesso modo, perche' pensando di abitare in un mondo di "ladri" ci si puo' sentire autorizzati ad esserlo.

    Ciao
    non+autenticato


  • - Scritto da: Ciccio
    >
    > Mi dispiace per te.
    > Se fosse veramente cosi' non ci sarebbe
    > speranza per nessuno; non rimarrebbe che
    > l'anarchia ed una guerra civile.
    > I politici e le istituzioni che si battono
    > per il cittadino piu' debole esistono e ce
    > ne sono molte, per non parlare di quelli che
    > anche se non si battono sicuramente fanno il
    > prorpio dovere e non per un interesse
    > personale. Bisogna pensare come aiutare
    > tutto quello che c'e' di sano, che e' molto,
    > contribuendo anche in minima parte, anche
    > semplicemente facendo il nostro dovere di
    > cittadini. Chi pensa in quel modo puo'
    > finire per agire nello stesso modo, perche'
    > pensando di abitare in un mondo di "ladri"
    > ci si puo' sentire autorizzati ad esserlo.
    >
    > Ciao

    Meno male che c'è ancora gente come te che pensa di vivere nel paese delle meraviglie di Alice.
    Mi fate tenerezza.
    non+autenticato

  • Appunto, meno male!!!!
    non+autenticato
  • Mi spiace, ma mi sento di essere d'accordo con Trucido.
    E onestamente, credo, che di tanto in tanto una rivoluzione non farebbe male.
    La storia insegna che dopo ogni rivoluzione c'è un aumento del progresso, fino ad un apice, per poi arrivare alla decadenza, che serve ad una ristretta minoranza di potentati (economici, politici, religiosi etc.etc.) fino ad un punto critico, dove inizia una nuova rivoluzione.
    Credo che in questi ultimi anni, siamo arrivati alla fase di decandenza utile ai pochi (si tratta di capire fino a quando dura questa fase), quindi aspettiamo e vediamo quando succede la rivoluzione.
    non+autenticato

  • Si vede come conosci poco la storia specialmente quella italiana.
    Io rispetto la tua opinione, ma dire che rivoluzione significa progresso e' veramente eccessivo.
    Paesi come l'Italia non sono Paesi da rivoluzione;
    ci sono molte cose che vanno male ed altre peggio, daccordo, ma si vive per migliorare; fatti un viaggetto in altri paesi dove veramente si vive male, assapora la vita in certi paesi del sudamerica ad esempio e poi torna in Italia e bacia per terra.
    non+autenticato
  • - Scritto da: sisko
    > Mi spiace, ma mi sento di essere d'accordo
    > con Trucido.
    > E onestamente, credo, che di tanto in tanto
    > una rivoluzione non farebbe male.
    > La storia insegna che dopo ogni rivoluzione
    > c'è un aumento del progresso, fino ad un
    > apice, per poi arrivare alla decadenza, che
    > serve ad una ristretta minoranza di
    > potentati (economici, politici, religiosi
    > etc.etc.) fino ad un punto critico, dove
    > inizia una nuova rivoluzione.

    Quindi il periodo di rivoluzione italica e' di 130 anni o simili? Come mai invece altri paese ne hanno di 200-300....e' perche' so fortunati o perche' forse si impegnano veramente invece di pensare all prossima rivoluzione?

    Secondo me pensare che la rivoluzione sia un'agente fisiologico curante dei mali di una societa' equivale a dire: adesso pensiamo ad arricchirci noi, ad abbuffarci, tanto poi quando gli altri si saranno scocciati ci manderanno via, intanto pero' facciamo quello che ci pare.

    Tra parentesi la Francia da quant'e' che non fa una rivoluzione? Eppure di problemi ce ne sono stati, forse si parlano e cercano di migliorarsi oppure anche loro aspettano la prossima?
    non+autenticato
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