copyDOWN, nasce l'anticopyright digitale

Il sito trasporterà in sottoreti incontrollabili, come Gnutella e ancor di più Freenet, i contenuti che verranno introdotti dai propri utenti. Con una sfida aperta ai sistemi di controllo dell'informazione e dei contenuti

Web - Con lo slogan "download a copy - upload an idea" è nato ufficialmente nelle scorse ore "copyDOWN", un sito che si propone come l'avanguardia dell'anticopyright digitale e che associa la propria attività a strumenti che difficilmente possono essere controllati dall'industia o dai possessori di diritti d'autore.

Stando a quanto si legge sulle pagine messe in piedi dal "copyDOWN crew", il sito è "una delle forme di mobilitazione che si stanno attuando, e si realizzeranno presto, nel contesto delle mobilitazioni per il Diritto alla Libera Circolazione dei Saperi. E ' una provocazione come potrebbe esserlo un ipotetico Napster letterario, ma non avrà nulla da spartire col noto server centralizzato che sta a suo modo ridefinendo i confini del copyright in Rete. copyDOWN non si limiterà a distribuire files, ma cercherà nel suo piccolo di deturnare il copyright che da jurassico diritto alla copia diventa un libertario diritto al download".

Il sito punta ad attirare attorno a sé una comunità di utenti la più ampia possibile perché sarà dai loro contributi e dall'uso che faranno degli strumenti a disposizione che dipenderà il successo dell'iniziativa, ovvero il grado di "disturbo" che copyDOWN riuscirà ad introdurre nel mondo del copyright e del diritto d'autore.
I propositi sono chiarissimi: "E ' un gioco, perché inviterà non solo al libero scambio di files, ma soprattutto a sprigionare la creatività che l'industria (discografica, editoriale,ecc.) drasticamente comprime entro i confini del deja vu di una merce in vendita. E ' una strategia di libera circolazione dei saperi in rete - e nelle sottoreti - perché spera di diventare un nonluogo nomade e rizomatico di fruizione/scambio ludico, creativo e anonimo."

Dentro copyDOWN c'è molta della filosofia che ha ispirato Freenet, la sottorete anarchica di Ian Clarke oggi in rapida diffusione nonostante gli ancora numerosi ostacoli tecnici. E proprio Freenet, insieme a Gnutella, costituirà una tecnologia portante per far sfuggire al controllo i materiali inseriti dagli utenti del sito.

Come si legge su quelle pagine: "E ' Freenet (decentralizzato), e non Napster (server centralizzato), il modello a cui ci ispiriamo, per stimolare strategie di condivisione dei saperi al di fuori degli angusti corridoi delle case editrici. Perché, come dice Ian Clarke, ideatore di Freenet, "credo che il copyright sia non più proponibile, in quanto inattuabile. (...) e moralmente sbagliato, perché limita la libertà di agire (...) ed è oltretutto inutile perché non ne trae beneficio alcun artista, ma unicamente l'industria".

Il sito è appena partito ma presto, si legge online, "sarà possibile uploadare nuove sezioni e produzioni per ogni dowload effettuato dalla Rete. Ma soprattutto ogni testo inserito verrà automaticamente trasferito nelle sottoreti Freenet (freenet sourceforge.net) e Gnutella (gnutella.wego.com) dove si passa da un computer all'altro senza intermediari, e dove la produzione letteraria si anonimizza da sé".
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