La marijuanaTv fa impazzire i cybercops

Il proprietario è un canadese candidato alle elezioni federali nel Partito della Marijuana. Le autorità gli hanno chiuso i negozi ma lui continua a vendere semi dell'erba più celebre. E ora con un sito beffa le norme canadesi

Vancouver (Canada) - Pot-TV, la televisione multimediale online interamente dedicata alla marijuana, è un sito divenuto troppo celebre e troppo frequentato per passare inosservato. E la polizia del Canada, stato che "ospita" server e autori dello "show", sembra sul punto di aprire un'indagine sulla sua attività in Rete. Ma le leggi, tanto per cambiare, sembrano del tutto inadeguate.

Da un seminterrato di Vancouver, Marc Emery conduce il suo sito che, afferma, fino ad oggi gli è costato 220mila dollari senza produrre alcun profitto. Emery è da tempo noto alle autorità di polizia locali: oltre a vendere legalmente semi di marijuana, vendita dalla quale ricava i suoi fondi, Emery ha tentato più volte di aprire un "coffee-shop" all'olandese, un caffé in cui vendere l'erba da fumare più conosciuta. E per quattro volte il locale è stato chiuso, fino ad una decisione del Comune che ha vietato ad Emery di riaprire.

Per rifarsi, il vivace uomo d'affari, che dispone anche di una rivista, "Cannabis Culture", sulla marjiuana distribuita in molte zone e occasionalmente sequestrata, ha messo in piedi all'inizio dell'anno la sua Pot-TV e ora la polizia ha iniziato ad indagare sui modi in cui mettere un freno a quello che molti ritengono sia un sito che "propaganda droga".
Sul sito trovano posto sezioni di approfondimento sul Senso comune della Cannabis, lo Show del vivaio con Marijuana Man come ospite e tutta una sezione sulla cucina "all'erba" chiamata Shake 'n Bake.

Tutte cose che fanno inorridire molti canadesi, tanto che il sergente Chuck Doucette dell'antidroga di Vancouver ha dichiarato: "Questo sito pare proprio essere contro la legge che vieta il possesso o la distribuzione di informazioni che aiutino le persone a fare uso di droga. Ma certo quando la legge è stata fatta non si sapeva neppure dell'esistenza del Web. In realtà l'intera Internet pone problemi senza precedenti alle forze dell'Ordine. Tutto quello che possiamo fare ora è contrattaccare con informazioni nelle quali spieghiamo perché le droghe sono nocive e cerchiamo di avvertire i giovani che è importante fare scelte saggie in materia".
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