Italia, primo sito (quasi) oscurato

Il sito conteneva messaggi razzisti ora presenti nella sua versione internazionale. Il suo oscuramento è il primo di questo tipo in applicazione della Legge Mancino. Ma in molti protestano: è censura

Italia, primo sito (quasi) oscuratoRoma - Con un "blitz" la Polizia delle TLC ha ottenuto ieri da un provider di Pisa la chiusura di un sito ospitato sui propri server, un sito che diffondeva materiale antisemita e che, come tale, è considerato illegale ai sensi della Legge Mancino del 1993. Per la prima volta in Italia, dunque, è stato effettuato un "sequestro" di sito a fini preventivi.

Il sito stesso, noto peraltro da lungo tempo, con tutte le sue pagine in italiano e in inglese rimane ancora accessibile con le sue follie. Come sempre, chiudere un sito con "ramificazioni internazionali" è una delle imprese più difficili per le forze dell'Ordine, come già evidenziato in molti casi di pedopornografia infantile. Al sito è anche collegata un'area forum nella quale si leggono i commenti di una decina di persone.

Le pagine del sito hanno contenuti chiaramente razzisti come l'immagine qui ripubblicata e frutto, stando ai commenti raccolti da coloro che hanno visto quelle pagine, "di un revisionismo storico di indecente ignoranza". Nelle indagini avviate dai cybercops italiani sarebbero stati coinvolti anche alcuni membri di Forza Nuova, movimento di estrema destra, che con una nota in serata hanno negato qualsiasi relazione con il sito oscurato. Nelle abitazioni di alcuni degli indagati sarebbe stato rinvenuto materiale inneggiante al nazismo e ad Hitler, materiale di propaganda del Partito NazionalSocialista, documenti antisemiti nonché tracce dei contatti del movimento con frange estremiste tedesche, austriache e russe.
Gli inquirenti sono ora intenzionati ad investigare proprio nelle relazioni internazionali dei coinvolti nella produzione di queste pagine. Basti pensare che l'intestatario del dominio.org sembra essere un residente di Oslo, un possibile segnale della ramificazione internazionale di questo "movimento".

Contro la censura del sito sono però intervenuti in molti in queste ore, a difesa di una libertà d'espressione che, "sebbene utilizzata nel modo peggiore", dovrebbe a loro parere essere invece garantita. Tra i molti anche l'ADUC di Vincenzo Donvito che in un comunicato stampa ha affermato: "Riconoscere e giudicare i reati di opinione è il sintomo delle incapacità di governo e di amministrazione, anche economico e giuridico, di un Paese."
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