Falsi invalidi ed assunzione obbligatoria

Il Centro Servizi Legali di Milano prende in mano per un parere la recente legge sulle assunzione degli invalidi e la caccia ai falsi invalidi

In questi giorni sia la televisione che i giornali, ci hanno informato che la campagna contro i falsi invalidi è stata una "bufala".

Gli organi dello Stato hanno dichiarato non invalidi, quindi non meritevoli di pensione, numerosissime persone che godevano del trattamento pensionistico.

I ricorsi, ossia le impugnazioni contro detti procedimenti, giunti a conclusione dopo circa quattro anni di causa costeranno allo Stato, quindi a tutti noi, parecchi miliardi per rimborso delle pensioni non corrisposte dei relativi interessi e delle spese legali dovute dallo Stato ai pensionati.
La battaglia da parte degli Organi dello Stato conto la categoria degli invalidi civili, per servizio o per cause di lavoro, non è però finita.
Il nostro legislatore ha abrogato la legge 2/4/68 n. 482 che regolava l?inserimento dei disabili nel mondo del lavoro, sostituendola con la normativa contenuta nella legge 12/3/99 n. 68.

Il 12.03.1999 è stata emanata la legge sopra indicata che dovrebbe regolare il diritto al lavoro dei Disabili, precisando i criteri di computo, le modalità di assunzione, gli elenchi e le richieste di avviamento.

Anche in questo testo, come in molti altri, il nostro Legislatore bada più? ad affermazioni di principio che non a creare prima le strutture necessarie a far decollare le norme nelle leggi previste

Un?osservazione generale è che la legge chiamata «norme per il diritto al lavoro dei Disabili» è complessa e farraginosa.

La conseguenza di ciò è che verranno offerte molte possibilità e si faciliterà l'inosservanza da parte delle aziende, destinatarie dell?obbligo

Già l?art. I dichiarando che la finalità della legge è la promozione dell?inserimento delle persone Disabili (nel mondo del lavoro) attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato, creerà un notevole contenzioso, non essendovi, come ho già detto, le strutture idonee all?applicazione di quanto afferma la norma.

L?art. 2 (collocamento mirato) è, a mio avviso la disposizione che creerà maggiori difficoltà.

L?articolo spiega che pur "per collocamento mirato" si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nella loro capacità lavorativa e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione.

A parte noi Avvocati, abituati a esaminare e interpretare le disposizioni di legge, non credo che vi sia persona che non possa affermare conoscendo le nostre strutture, inesistenti o insufficienti, che non si riuscirà ad avviare con questa norma un solo invalido.

Altra disposizione è l?art. 3 che, formalmente sembra favorire gli invalidi, aumentando il numero delle aziende tenute all?assunzione obbligatoria.

Un azienda, pubblica o privata che occupa più di 50 lavoratori dovrebbe avere alle dipendenze il 7% (dei lavoratori occupati); due lavoratori, se occupa da 36 a 50 dipendenti, un lavoratore, se occupa da 15 a 35 dipendenti.
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