Tutti rimpiazzano i telefonini

Pare che sia in crescita costante la percentuale di coloro che cambia spesso telefonino. Una tendenza dovuta anche alla continua proposta di modelli dalle forme e dai colori sempre più accattivanti. E dall'arrivo di Internet wireless

Roma - Entro il 2003 il 50 per cento dei possessori di cellulari avrà acquistato un nuovo telefonino: questa una delle "predizioni" centrali nello studio appena pubblicato dall'autorevole osservatorio Herschel Shosteck Associates.

Se è vero che la percentuale di "rimpiazzo" è stimolata dalla continua ricerca e offerta di nuovi design, nuove forme e nuovi colori da parte delle aziende del settore, una fetta consistente delle vendite si deve anche all'aumentare progressivo delle funzionalità di comunicazione dei nuovi cellulari e all'apertura alla connettività Internet wireless.

Secondo gli esperti, mentre la crescita dei nuovi utenti di telefonia mobile inizia a dare segni di rallentamento, arrivano importanti dati che confermerebbero un aumento progressivo degli acquisti di telefonini da parte di chi già possiede cellulari. Una tendenza così vasta che, stando alla società di ricerca, entrerà in modo prorompente nei piani industriali di tutti i big del settore. Va detto che Nokia, solo il mese scorso, aveva previsto un aumento della quantità di rimpiazzi fino al 70-80 per cento del mercato complessivo entro pochi anni.
Stando alla Herschel Shosteck Associates, entro il 2003 il 90 per cento dei cellulari in vendita avranno "capacità Internet". Un salto in avanti deciso, se si considera che alla fine del 2000 meno del 10 per cento dei cellulari in commercio è dotato di tali prerogative.

Le buone notizie per l'utenza sono che l'avvento delle nuove tecnologie di connessione tenderà ad aumentare il tasso di concorrenza nel mercato, di fatto ponendo i costruttori di telefonini in competizione con i produttori di info-device e sistemi leggeri di connessione. Tutto questo dovrebbe tradursi, in definitiva, in prezzi accessibili anche per i device più sofisticati.