Il cracker Shadow Knight patteggia

Accusato di essere penetrato nei sistemi NASA e di aver messo a rischio la sicurezza del software di controllo del volo delle navette aerospaziali, accusato di aver penetrato i computer del JPL, ora il 20enne John A. Diekman ammette

Roma - Era entrato nei sistemi della NASA nei quali, pare, avrebbe potuto modificare il software di controllo del volo. Era entrato nei sistemi del Jet Propulsion Laboratory guadagnando i privilegi di amministratore e potendo modificare i livelli di sicurezza d'accesso impostati dal personale. Ora Shadow Knight, John Allen Diekman, 20anni, ha deciso di patteggiare per "limitare i danni" di una sentenza.

La sentenza per il celebre cracker arriverà il prossimo 5 febbraio e non sarà leggera, considerando che Shadow Knight, oltre a mettere in luce la poca sicurezza dei server dell'agenzia aerospaziale, avrebbe anche sottratto dai sistemi numeri di carte di credito con cui ha effettuato 6mila dollari di spese.

La "carriera" di cracker di Shadow Knight è gonfia di "successi", come l'ingresso nei sistemi protetti della Stanford University e l'ingresso, secondo quanto affermato dall'accusa che vuole la sua condanna, "in centinaia, forse migliaia di computer" nel giro di un biennio. Sue tracce sarebbero state rinvenute nei computer delle Università della California di Los Angeles e San Diego, della California State Fullerton, di Havard e Cornell...
Di certo, però, le intrusioni che "non sono andate giù" ai procuratori sono quelle effettuate contro due server della NASA, ospitati da Stanford, e in quelli del Jet Propulsion Laboratory. Va anche detto che entrambe le istituzioni legate al programma spaziale statunitense sono tra le più "bersagliate" dai cracker, che in passato più volte sono riusciti a fare clamorose irruzioni.