Se non è Lavazza, che e-espresso è?

Il caffè che più lo mandi giù e più ti tira su entra nell'era dell'e-espressop@int, le prime macchinette del caffè connesse ad Internet. Miscela hi-tech?

Parigi - Ci siamo, la chiocciolina è caduta anche nel caffè. In particolare in quello di Lavazza, la nota casa italiana che, con la franco-americana e-Device, sta lavorando per installare, entro la fine dell'anno, 10.000 macchinette del caffè Internet-ready in tutta Europa.

Le nuove macchinette, chiamate e-espressop@int, sono pensate per essere operate pur entro certi limiti anche via Internet. Stando a Lavazza il vantaggio del loro uso è duplice: per gli utenti, quello di potersi preparare un caffè rimanendo seduti davanti al proprio PC (e questo farà la gioia dei datori di lavoro, e un po ' meno, forse, dei dipendenti); per i gestori delle macchinette ed i ristoratori, quello di poter controllare i consumi e gli eventuali guasti da remoto in modo da poter garantire un servizio più efficiente.

Il tutto si basa sulla tecnologia SmartStack di e-Device, già utilizzata per connettere ad Internet altri dispositivi come elettrodomestici e macchine industriali. "L'intelligenza" è data da un chip che contiene un piccolo modem ed è in grado di gestire i più comuni protocolli di Internet, come quelli dell'e-mail, del Web e dell'FTP: questo gli consente di ricevere o spedire messaggi, trasferire file od ospitare un proprio mini portale da cui offrire servizi sempre aggiornati.
Risulta evidente come le possibilità messe a disposizione da macchine connesse alla Rete sono praticamente illimitate, e le e-espressop@int inizialmente sfrutteranno le più ovvie, come la segnalazione automatica dei guasti o del fine scorta, ma in seguito potrebbero divenire dei veri e proprio chioschi elettronici da cui acquistare on-line, consultare le previsioni sul traffico o leggere le ultime news.
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