La CIA s'arrabbia coi suoi operatori

Avrebbero utilizzato i sofisticati computer a loro disposizione per mandarsi messaggi a contenuti bollenti e sfruttato una chat-room ultrasegreta per inconfessabili operazioni di scambio-file

Washington (USA) - La CIA s'indigna, e questa volta non accade per le bellicose dichiarazioni di qualche potenza del mondo ma per l'uso che è stato fatto dei computer più "riservati" del servizio segreto americano.

Stando al Washington Post, il giornale sul quale tutta la storia è venuta a galla, sarebbero addirittura 160 gli operatori CIA, sia dipendenti che lavoratori stagionali, sotto inchiesta per aver utilizzato i computer in modo "inappropriato", inviandosi a vicenda messaggi bollenti e utilizzando per scambiare file e altro una chat-room scoperta per caso durante un check di sicurezza sui sistemi.

Imbarazzato Bill Harlow, portavoce della CIA, che ha subito messo in chiaro che l'utilizzo inappropriato dei computer non ha però "compresso le informazioni classificate". "Gli investigatori - ha detto - hanno raccolto le prove di violazioni al regolamento di utilizzo interno della CIA che si protraggono da diverso tempo".
Stando al giornale, tutti i coinvolti avrebbero subito un interrogatorio e a ciascuno sarebbe stato chiesto di scrivere e firmare una deposizione sull'accaduto. E coinvolti sarebbero anche alcuni ufficiali di grado elevato del Senior Executive Service. A tutti sarebbe stato sospeso lo stipendio ormai da qualche mese fino alla conclusione dell'inchiesta e alla decisione, ancora da venire, delle misure disciplinari.
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