Sì all'E-commerce paneuropeo

L'Unione ce l'ha fatta e vara una direttiva con i diritti e doveri del bravo negoziante elettronico europeo

Bruxelles - Attesa, è arrivata nel primo pomeriggio di ieri la notizia che i ministri comunitari del Commercio e gli esperti del settore hanno raggiunto l'intesa su un testo approvato all'unanimità dal Consiglio del mercato interno. Una votazione molto significativa, si è detto, perché apre le porte ad un "corretto sviluppo" dell'E-commerce in Europa.

Anche se non si conoscono nel dettaglio tutti i particolari, il "cuore" della direttiva che dovrà essere adottata dai singoli stati membri in tempi rapidissimi è una elencazione dei diritti e dei doveri del negoziante elettronico. In pratica, per condurre un'attività di vendita elettronica all'interno del mercato comunitario, con tutto ciò che questo significa, il commerciante dovrà aderire appieno alle leggi specifiche del paese in cui risiede. Non si tratta di un dato qualsiasi perchè si tratta della piena adesione al principio del "mutuo riconoscimento", un principio che garantisce la reciprocità delle opportunità e si basa sul massimo rispetto delle procedure e norme interne dei singoli stati.

Tra i più convinti sostenitori della direttiva è il Commissario al mercato interno, Frederick Bolkestein, che ha detto: "sono felicissimo dell'accordo preliminare raggiunto su una proposta formulata appena un anno fa. La rapidità dei progressi testimonia quanto sia profonda la consapevolezza di dare regole certe e comuni al commercio elettronico". A Bruxelles intanto gira una ricerca di Forrester Research di cui Punto Informatico ha già dato notizia, uno studio secondo cui l'E-commerce mondiale salirà nel 2003 a quota 1.400 miliardi di dollari, mentre nella sola Europa balzerà a quota 340 miliardi di Euro contro i 17 miliardi attuali.