My.Mp3.com riparte. A pagamento

Il servizio che ha messo mp3.com nei guai verrà riaperto, però sarà a pagamento. Il tutto mentre i fan di Scour piangono per la chiusura dello swap-file del sitone multimediale

New York (USA) - Mp3.com rilancerà il servizio di musica online che lo aveva portato sull'orlo della chiusura. Il sito ora può contare sull'appoggio delle multinazionali della discografia ma deve rifarsi per quanto questi accordi sono costati. L'ultimo, quello con Universal, significa un esborso di 53,4 milioni di dollari.

Per rifarsi, il servizio my.mp3.com, quello che consente di ascoltare la propria musica dalla Rete ovunque ci si trovi, verrà rilanciato alla fine del mese ma per utilizzarlo gli utenti dovranno pagare. Si tratta dunque di una scommessa, come quella che per altri versi farà presto Napster, perché si dovrà verificare fino a che punto gli utenti della Rete sono disponibili a versare denaro per avere questo genere di servizio.

Il servizio consentirà agli utenti di scegliere due opzioni. Una sarà gratuita ma avrà un numero limitato di brani che potranno essere utilizzati dai clienti che dovranno anche sorbirsi molta pubblicità. La seconda, a pagamento, non avrà limiti ma ci sarà "poca pubblicità", come ha garantito il CEO di mp3.com, Micheal Robertson. Il canone mensile o annuale deve ancora essere individuato dall'azienda.
La repentina trasformazione genetica di mp3.com si accompagna in queste ore alla decisione da parte di un altro sistemone nel mirino delle majors, anche di quelle del cinema, Scour Exchange. Come già sanno i lettori di Punto Informatico, infatti, il "sitone multimediale" che offre numerosi servizi per il download di audio e video, ha deciso di chiudere proprio in questi giorni l'Exchange, ovvero il servizio che consentiva agli utenti di scambiarsi file multimediali.

Mettendo insieme quello che è accaduto a mp3.com, che ha raggiunto l'accordo con Universal in extremis, quello che è successo a Napster, che ha stretto un'intesa salvifica con BMG, e quello che sta accadendo a Scour non è difficile ipotizzare che, da questo momento in poi, quelli che furono "i paladini" del peer-to-peer e dell'anticopyright in Rete non potranno più esserlo. Ed è probabile che sistemi come Gnutella od altri presto li sostituiscano nei cuori di chi non ritiene giusto dover pagare questi servizi o riconoscere questo genere di copyright sui materiali che scarica e utilizza.