Thinking net/ Lettera aperta a Don Fortunato

di Lucio Bragagnolo. Dopo i clamori di Telefono Arcobaleno è ora di cominciare a lavorare sul serio contro i criminali dell'infanzia

Thinking net/ Lettera aperta a Don FortunatoWeb - Caro don Fortunato, ho letto delle polemiche ruotate intorno a Telefono Arcobaleno. Per anni ho ripetuto che il lavoro da Lei svolto, per quanto nobile e degno, è completamente inutile. I pedofili che occorre fermare non sono gli idioti abbastanza stupidi per cascare nelle trappole da Giovane marmotta della Polizia telematica (e non sa che fatica, scrivere quella P maiuscola) ma criminali spietati e disumani per i quali, ci fosse un castigo peggiore della morte, firmerei subito. Solo che agiscono fuori Internet e non dentro.

Voglio dire che, quando girano le foto, l'orrore è già stato compiuto. Tutte le statistiche indicano che la pedofilia è cosa per famiglie di parenti stretti o larghi ma sempre pervertiti, educatori malati dentro, insegnanti indegni di qualunque cattedra, malfattori privi di qualunque umanità. Tutta questa gentaglia ha le sue prede sottomano, in casa, nelle aule, nelle palestre, nei giardinetti.

Pochi o nessuno, caro don Fortunato, muovono un dito per fermarli. Invece si va tutti su Internet, Lei compreso, a caccia delle foto e di chi delle foto va a caccia.
Lei è molto fortunato (mi perdoni il bisticcio) perché esistono le nuove tecnologie e perché i suoi pedofili, oltre che cervelli deviati, sono anche imbecilli totali. Se fossimo nel 1980 Lei potrebbe mettersi a intercettare telefonate alla ricerca di pedofili in conversazione, oppure aprire pacchi postali cercando di distinguere a occhio quelli contenenti le foto della vergogna. Invece siamo nel Duemila e c'è Internet. Così i pedofili, quelli imbecilli, si tuffano sui siti-civetta e scambiano foto alla luce del sole, davanti al mondo. Segnalare un sito pedofilo che tutti possono trovare è come segnalare a Telefono Azzurro le mamme che schiaffeggiano i bambini al supermercato.

Quindi: grazie Internet! Tanti deviati, senza la Rete, avrebbero continuato a fare i loro porci comodi via telefono e via posta, totalmente indisturbati. Invece sono venuti allo scoperto. Quelli imbecilli, però. Perché quelli veramente pericolosi continuano i loro traffici prendendo le precauzioni tecnologiche adeguate per non farsi scoprire da alcuno.

Mi spiace doverlo dire, don Fortunato, ma la verità è questa: Telefono Arcobaleno ha vissuto andando a caccia di pedofili stupidi. Di quelli competenti non ne avete trovato uno. E neanche di quelli veri, quelli che si accaniscono sui bambini reali invece che sulle loro foto. Dire "nessuno può fare tutto" è diverso da dire "facciamo solo la metà facile del lavoro".

Detto questo, Lei ha un grande merito, perché ha saputo prendere il posto di uno Stato imbelle, arretrato e incapace. Per acchiappare i pedofili, che cosa hanno fatto, quelli pagati con le nostre tasse? Hanno messo in piedi un sito. Non ne conosco i contenuti, ma trovo difficile attirare i pedofili senza foto o almeno promesse di foto. Chissà quanti le hanno viste. Se le foto sono un orrore, chissà quanto lo hanno perpetrato.

Per che cosa? Per schedare individui che hanno chiesto di vedere foto proibite; oppure che hanno prelevato foto da un sito della polizia. Scommetto un euro contro un bottone che in pratica non ci sono estremi giudiziari per procedere in qualsivoglia modo contro questi signori. Solo denaro dei contribuenti dilapidato e un'ulteriore iniezione, se ce n'era bisogno, di foto di bambini in Rete.
Nel frattempo, la legislazione mette a rischio chi annuncia su Internet la nascita del suo bimbo e si azzarda a dimenticarsi di mettergli il pannolino; chi ha una ragazza di diciassette anni e mezzo, se lei gli lascia un promemoria piccante, deve stare attento a non farselo trovare nel portafoglio dai Carabinieri che controllano agli incroci.

Caro don Fortunato, non parli di lobby: parli di hobby. Perché, più di questo, Telefono Arcobaleno non è. Continui la Sua lotta, perché è preziosa e benemerita, ma per raggiungere risultati veri e difendere davvero gli innocenti, non le loro foto.

In amicizia, Suo

Lucio Bragagnolo
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