Spam/ Bonino è solo l'apripista. Prepariamoci

di Gilberto Mondi. La propaganda via mass mailing di Bonino e soci ci costringerà ad abituarci allo spam. Sì, perché la prossima volta nessuno ci farà caso. E presto arriveranno le email delle altre formazioni politiche

Roma - Tempo tre o quattro mesi saremo tutti pronti ad accettare lo spam. La percentuale di chi si indignerà per le tonnellate di posta elettronica non richiesta in arrivo sarà ridottissima, seguendo una tendenza già avviata. Lo spam non piace ma ci si sta abituando e si finirà con l'accettarlo.

Apripista è Emma Bonino che con le sue vagonate di lettere inviate a mailing list italiane e non e ad una quantità impressionante di indirizzi email privati ha creato il precedente. Nella prima occasione lo spam ha suscitato un polverone senza precedenti, anche perché senza precedenti erano le sue dimensioni. Ma già per la seconda grande ondata di propaganda politica firmata Bonino il livello dell'indignazione, per quanto alto, è già sceso di qualche punto.

Cosa succederà alla prossima ondata? A parte alienarsi i voti di qualche incallito difensore ad oltranza delle libertà digitali, Bonino e soci riusciranno a farsi sentire senza proocurarsi troppi danni. Perché ricevere più volte lo stesso messaggio non richiesto sarà diventata un'abitudine e chi si scandalizzerà sarà messo all'indice come un vecchio trombone che non coglie i segni dei tempi che cambiano.
E dopo aver spianato il campo, i messaggi della Bonino non viaggeranno mai più soli. Insieme a loro ci arriveranno quelli di Di Pietro (che qualche mail la sta inviando già adesso) e, piano piano ma non troppo, anche quelli delle altre formazioni partitiche che si presenteranno alle prossime politiche. Arriveremo al voto credendo di essere immuni dal fenomeno spam: saremo stati spammati così tanto e così spesso da esserci abituati alla cosa. Lo spam diventerà parte del DNA di ogni buon utente Internet italiano.

Non è difficile prevedere che, nel tempo, chiunque avrà qualcosa da dire troverà normale crearsi lunghissime liste di indirizzi email da spammare. E gli italiani, si sa, sono chiacchieroni.

Prepariamoci.

Gilberto Mondi
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