Editoriale 19/11/2000

Cosa promette l'era dell'Internet-TV? Di sicuro nessuna rivoluzione: telecomandi, canali, trasmissioni, pubblicità. Il resto verrà etichettato come "underground"

I vecchi poteri, quelli legati ai media tradizionali, vogliono trasformare Internet in una nuova forma di televisione: un numero grande ma comunque limitato e ?controllato? di contenuti che sfocino in un numero altrettanto grande ma altrettanto limitato e ?controllato? di ?canali Internet?. Non stupitevi, quindi, se fra poco tempo l?utente medio navigherà sul Web col telecomando.
La voglia, la smania, il desiderio morboso di recintare, ingabbiare, sintetizzare e depurare Internet, è forte, fortissimo. Per le vecchie lobby, ma anche per quelle nuove che a queste si ispirano, la Rete è troppo vasta, troppo anarchica, troppo incontrollabile: in una parola, troppo lontana da ciò che rappresenta il media monopolista per eccellenza, sua maestà la TV.
E così nasce la TV via Internet, che si spaccia per giovane e ribelle, ma che altro non è che la solita minestra nata negli anni ?50. E così nascono i servizi satellitari di web-cache, che mettono a disposizione un numero selezionatissimo di pagine in modo che il ?popolino? non rischi, navigando, di finire fuori rotta: la rotta ci pensano loro a tracciarla per noi. E così nascono i motori di ricerca ?umani?, quelli che non forniscono ?risultati? alle nostre ?ricerche?, ma ?suggerimenti? alle nostre ?domande?: anche qui, viva le rotte preconfezionate. E così nasce il grande fratello via Web, quello che fa più accessi di tutti gli altri servizi on-line messi insieme e che per vederlo, a differenza di cazzutissime risorse informative della Rete, devi registrarti e dire ?sì padrone, io acconsento che i miei dati vengano venduti a chicchessia pur di spiare dal buco della serratura 10 attori falliti che fanno ciò che anch?io faccio ma che mai avrei creduto che altri facessero?.
Questa è l?era dell?Internet-TV, e ditemi voi se promette qualcosa di buono.

Alessandro Del Rosso
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