Primarion: il computing ottico è vicino

L'azienda fondata da un ex guru Intel promette la soluzione ai limiti fisici del metallo: per portare i processori a 10 GHz

San Francisco (USA) - Non ha affermato che domani saranno pronti computer capaci di sfornare potenze di processo da 10 GHz, ma ci è andato vicino. Bill Pohlmann, ex guru Intel e fondatore di Primarion, ha spiegato al "Microprocessor Forum" che il futuro del microprocesso è nella trasmissione ottica dei dati.

Il "sottotitolo" di Primarion è "liberando la banda" ed è questo il concetto sul quale Pohlmann ha puntato tutto, spiegando come i limiti attuali siano dovuti alla conducibilità del metallo. Limiti strutturali, secondo l'esperto, che ora sono sul punto di essere risolti dalle tecnologie ottiche. Non si tratta più di chimere, sostiene Pohlmann, ma di solide realtà di sviluppo la cui applicabilità è ormai dietro l'angolo.

Pohlmann si dice convinto che entro il 2005, anche grazie al centinaio di brevetti in materia catturati dalla sua azienda, il computing subirà uno scossone, perché sarà l'anno in cui interconnessioni in fibra ottica dialogheranno direttamente con il processore. "Non siamo mai stati - ha spiegato Pohlmann - ad un punto in cui ai microprocessori sia stata data la possibilità di comunicare tanto rapidamente quanto rapido è il loro processo. Questo genere di tecnologia è il punto cardine per l'intero settore".
La sfida per Primarion, che già ha presentato i suoi "ripetitori ottici" che espandono Infiniband sulle lunghe distanze, è quella di brevettare nuovi design per moduli CPU e per circuiti a banda larga capaci di svilupparsi su clock da 2,5 fino a 10 GHz.

Il "cuore" dell'idea sta nell'uso di sottilissimi laser ultra-efficienti, capaci di convertire i segnali elettrici in segnali ottici e viceversa, laser "infilati" in quelle che vengono definite Printed Optical Boards. Secondo Pohlmann una porta ottica può consentire in teoria una comunicazione da 2x32 gigabit al secondo tra la memoria principale e la CPU.
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