Dude.it/ ADSL, vorrei ma non posso

di Mafe de Baggis. Perché gli ADSL provider e Fastweb non vogliono i nostri soldi? Loro vendono un servizio che io desidero acquistare: almeno, sulla carta, si capisce così

Web - Luca sognava l'ADSL. Erano mesi che ci faceva un pensierino: ogni volta che si collegava alla rete, ogni volta che doveva scaricare un software, ogni volta che gli veniva voglia di chiacchierare al telefono con qualcuno mentre cercava mp3.

Luca sognava, faceva un po ' di conti, bilanciava pro e contro e alla fine, come in ogni processo d'acquisto serenamente manipolato dal marketing, acquistava. Da bravo utente della rete, competente e informato, non accettava la prima offerta megagalattica sparata da un banner qualsiasi: anzi, già che c'era, provava un'altra esperienza offerta da Internet, i gruppi d'acquisto. Va detto subito che Bid.it, il sito dove Luca ha partecipato a un gruppo d'acquisto per un abbonamento ADSL a Dada, si è comportato nel migliore dei modi: efficienti, attenti, preoccupati.

Giustamente preoccupati. Perché Luca ha preso la sua ponderata decisione a settembre e l'asta si è chiusa il 30. Oggi, 20 novembre, dopo quasi due mesi di contratti rispediti, richieste inquisitorie di invio di bollette telefoniche, mail, telefonate, maledizioni, delusioni, Luca all'ADSL ci ha rinunciato.
Un caso isolato? Qualcosa non ha funzionato con il gruppo di acquisto? Può essere. Una rapida lurkata a it.tlc.telefonia.adsl fa pensare il contrario, purtroppo. Anche perché chi l'ADSL ce l'ha da mesi, come Alberto, è ben lungi dall'essere soddisfatto, tanto che oggi mi ha comunicato con emozione, stordimento e una luce assassina negli occhi che ieri ne ha visto un rocchetto abbandonato sul suo pianerottolo, mentre un filo penzolava lungo il palazzo.

Peccato che il 5 settembre, quando ha firmato il contratto propostogli da un solerte commerciale di FastWeb, nessuno gli avesse spiegato che avrebbe dovuto aspettare mesi per vedere anche solo un rocchetto di fili. Chi ha a che fare con i computer è abituato a dividere almeno per due le promesse scritte sulle scatole: a volte anche per roba brick-and-mortar come le automobili tra l'ordine e l'arrivo del veicolo passano mesi, ma parliamo di prodotti, non di servizi.

Quando l'inefficienza e la lentezza di attivazione arrivano a questi livelli però il sospetto si fa certezza: ci stanno prendendo per i fondelli, giocando con le nostre firme sui contratti utili solo per convincere azionisti e investitori che il servizio proposto ha un mercato e quindi, forse, vale la pena di realizzarlo. Un po ' come giocare a SimNet, con noi come avatar sempre meno disposti - spero - a subire in silenzio.

Mafe de Baggis
Dude.it
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