L'antiterrorismo cyber made in USA

Non bastano le forze speciali dell'FBI, non basta il centro di protezione delle infrastrutture: ci vuole una divisione specialissima

Washington (USA) - I dettagli non ci sono ma il presidente americano George W. Bush ha dato il suo ok alla formazione di una nuova divisione delle autoritÓ governative che si occupi della "minaccia cyberterrorista".

Stando a quanto si apprende da Associated Press, dunque, la minaccia terrorista anche sul piano informatico viene ritenuta troppo grande per poter essere gestita dalle attuali strutture di difesa elettronica, peraltro ben finanziate proprio dall'Amministrazione USA. Passano dunque in secondo piano sia la task force anti-crimine informatico in seno alla polizia federale sia l'altra divisione dell'FBI che si occupa di sicurezza dei sistemi informativi, il National Infrastructure Protection Center (NIPC).

Ora le redini del controllo anti-terrorismo sono nelle mani della "Critical Infrastructure Board" alla quale sarÓ demandata la responsabilitÓ della sicurezza non tanto dei network governativi generici quanto proprio di quelle porzioni della rete che sono ritenute essenziali per il governo. In particolare, in una nota esecutiva la Casa Bianca ha elencato una serie di agenzie e organizzazioni che devono essere tutelate sotto questo profilo. In particolare: aziende di gestione delle telecomunicazioni, dei sistemi finanziari e dei trasporti, delle acque, della sanitÓ, della produzione e dei servizi di emergenza.
Per ottenere questi obiettivi, la Board dovrÓ interagire con le strutture private, che hanno un ruolo centrale nella gestione delle reti informative. A formare la Board sono chiamati membri del Gabinetto di Bush e altri consiglieri presidenziali, sebbene non si abbia il numero esatto di coloro che ne faranno parte.

Proteggere le reti, ha spiegato Bush, Ŕ essenziale per la protezione "delle persone, dell'economia e dei servizi sociali e governativi principali e della sicurezza nazionale degli Stati Uniti".
TAG: cybercops
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