Aste nazi, Yahoo reagirà

Il portalone americano non sembra disposto ad eseguire quanto deciso dal tribunale di Parigi senza prima combattere. Sostiene che in gioco c'è la libertà della Rete e che la sentenza è una censura

Palo Alto (USA) - Con formale indignazione ma non troppa sorpresa è stata accolta nei quartieri generali di Yahoo!, la più conosciuta delle aziende che operano su Internet, la notizia della sentenza del tribunale di Parigi.

Yahoo!, a cui un giudice francese ha intimato il blocco dell'accesso da parte di utenti francesi alle aste di oggetti nazisti sul proprio sito americano, non sembra intenzionato, com'era parso in un primo momento, ad eseguire in silenzio quanto richiesto dal tribunale.

Secondo i legali del portale, in gioco in questa vicenda c'è la libertà della Rete, la sua capacità di autoregolamentarsi e il riconoscimento della responsabilità del comportamento del singolo. Naturalmente si pone anche una questione di diritto internazionale, in quanto negli USA, dove si trova il sito e il server contestato dal tribunale francese, l'attività di Yahoo! è perfettamente legale.
"Questo è un precedente che non può funzionare", ha spiegato l'avvocato di Yahoo! Greg Wrenn: "Una volta che hai messo su un sito Web sei responsabile nei confronti delle leggi di tutti i paesi del mondo o solo delle leggi del paese a cui quel sito si rivolge?" E, in effetti, la versione francese di Yahoo! da tempo non ospita più aste di oggetti nazisti (come accade anche nell'edizione tedesca).

Certo la crociata per una rete libera da parte di Yahoo! non va giù a tutti, considerando le battaglie legali che il portale ha messo in piedi in questi anni per far chiudere domini che "ricordavano" il proprio trademark e/o criticavano aspramente le sue attività.
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