Ebooks/ Microsoft, ebook e non vedenti

di Massimo Mantellini. Oggi le grandi software house hanno l'occasione di mostrare quella lungimiranza che ancora manca a grandi editori e allo Stato. Microsoft potrebbe contribuire all'accessibilità ai testi per i non vedenti

Ebooks/ Microsoft, ebook e non vedentiRoma - Avevo già scritto questo pezzo. Parlava della vicenda ormai nota di un Istituto per ciechi di Bologna, il Cavazza, ente morale fondato nel 1884, costretto qualche giorno fa a chiudere la propria biblioteca web per non vedenti perché un gruppo di importanti case editrici hanno considerato l'iniziativa una violazione dei diritti commerciali su alcune delle opere rese disponibili. Poi, per una strana coincidenza, ho pensato di parlare d'altro e, insieme, di continuare a parlare di questa storia da basso impero giocata a colpi di lettere legali (il contenzioso legale è ormai il galateo dei giorni nostri) fra case editrici miliardarie e piccole marginalissime fondazioni senza fini di lucro.

La coincidenza a cui alludo è una notizia, sempre di questi giorni, che annuncia l'accordo fra Microsoft e Pulse Data International per la creazione di un ebook reader per non vedenti che prenderà il nome di Braillenote.

Punto Informatico ha parlato recentemente con Mario Barbuto, il direttore dell'Istituto Cavazza di Bologna il quale, da una settimana a questa parte, non si stanca di esprimere a tutti un concetto sacrosanto che si potrebbe riassumere così. L'articolo 3 della Costituzione Italiana sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini a prescindere dalle condizioni economiche, sociali e personali. E dice esattamente: "E ' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana....". I non vedenti italiani chiedono che nelle librerie i ciechi possano ricevere, assieme al libro acquistato, un dischetto che consenta la lettura vocale o in braille del testo. Le case editrici, più volte invitate a provvedere in questo senso si sono, fino ad oggi, sempre guardate bene dal farlo. Noi non vogliamo alcuna concessione - continua Barbuto - vogliamo "solo" che sia data tutela ad un nostro diritto costituzionale. Del medesimo avviso è anche la Fondazione Galiano, anch'essa al centro di vicende legali analoghe a quelle del Cavazza.
In certi casi due notizie possono finire per diventare una sola, così oggi pensavo a Microsoft Italia e al suo prossimo futuro impegno per far conoscere e possibilmente prevalere il proprio standard software per gli ebook, Microsoft Reader. Si darà fuoco alle polveri anche in Italia nei prossimi mesi nel mondo degli ebook. Con i device dedicati di prossima uscita, i software che consentiranno di sfogliare pagine elettroniche di romanzi, manuali e settimanali su notebook, PDA e PC e un interesse degli editori e del pubblico che forse diventerà un po ' più reale di quello attuale, non ci vorrà troppo tempo perché lo stesso libro che oggi l'Istituto Cavazza deve acquistare, spedire al carcere di Opera dove alcuni detenuti lo trasformano in un testo ascii ms-dos (l'unico attualmente leggibile dai sintetizzatori vocali e dai lettori braille), recuperare a Bologna, mettere online in una biblioteca digitale (in attesa che qualche Editore incurante della Costituzione venga a reclamare il proprio minimo mancato guadagno) possa, il giorno stesso della sua pubblicazione, essere disponibile "anche" in un formato idoneo ai non vedenti.

Perché Microsoft non pensa anche in Italia a qualcosa di simile? Perché con un gesto di nobiltà simile a quello compiuto dalla contessa Elena Pallavicini, da Violate Tubertini e da Egidio Benelli che, fra il 1884 e il 1886, donarono cifre dalle 500 alle 3000 lire per l'istituzione del Pio Istituto per ciechi di Bologna, Microsoft non si fa carico dei problemi di compatibilità fra il proprio standard ebook e l'accessibilità degli stessi per i non vedenti? E più in generale non apre finalmente una strada di comprensione e solidarietà che può essere utile a tutti? Dimostrino le grandi società software quella lungimiranza che fino ad oggi i grandi editori hanno ignorato; facciano un passo concreto per dimostrare a tutti che la tecnologia davvero sa spalancare usci polverosi. Che è inutile ripetere continuamente quali meraviglie ci attendo in un "mondo connesso" se poi tali opzioni non sono rese disponibili a tutti.

Si tratterebbe, tra l'altro, di una pubblicità straordinaria per Microsoft Italia: talmente poco rumorosa da poter passare quasi inosservata. Inosservata da tutti quanti tranne da alcuni che, per "osservare", utilizzano apparecchi più complicati dei miei occhi che, in questo momento, stanno guardando comparire sullo schermo le ultime parole di questo articolo, stavolta definitivamente terminato.

Massimo Mantellini
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