Ho lasciato per ultimo il problema fondamentale, quello della circolazione del pensiero. Con la preoccupazione di garantire autori ed editori dal rischio pirateria pare lecito oggi pensare qualsiasi forma di contromisura. Il risultato è che spessissimo i diritti dell'utente (il lettore in questo caso) ne escono indeboliti. In USA il Digital Millenium Copyright Act del 1998 sembra una legge pensata esclusivamente in quest'ottica; il computer e Internet diventano, invece che amplificatori di conoscenza, potenziali strumenti di controllo. Lei nel suo testo cita alcune iniziative come il progetto Gutemberg e Liber Liber ma sembra di capire che oggi gli editori il compito di moltiplicatore culturale, preferiscano lasciarlo ad altri. Tranne poi lamentare il trattamento fiscale che lo Stato applica agli ebook rispetto ai corrispettivi cartacei che potrebbe limitare la diffusione di questo "nuovo strumento tecnologico fondamentale per la diffusione della cultura e dei contenuti di qualità in Internet." Lei nella doppia veste di autore e direttore editoriale di Apogeo ritiene che questo rischio esista?"C'è un
bel libro di Shapiro, che si intitola "The Control Revolution", in cui l'autore sostiene, in estrema sintesi, che il computer e Internet determinano una "rivoluzione" in cui ciò che è in gioco è proprio il controllo. La tecnologia dà strumenti di controllo che possono andare in entrambe le direzioni.
Pensi alla vicenda di Amazon che tenta di applicare i prezzi differenziali; se ne è parlato qualche settimana fa. Da parte di Amazon è un tentativo di controllo dei suoi clienti basato sulle informazioni che può raccogliere (natura ed entità degli ordini fatti in passato, codice postale che dice se stai in una zona ricca o meno ecc. ecc.) grazie alla rete; la stessa rete però ha dato agli utenti gli strumenti (in questo caso, a quanto mi risulta, elementari: un gruppo di discussione) per smascherare quel tentativo, che si è risolto direi con una cattiva pubblicità per Amazon.
Se da un lato è più facile tentare di fare i furbi, dall'altro è più facile scoprire chi fa il furbo..... alla fine, sembrerebbe che l'equilibrio si raggiunga sulla "fiducia". Sto con chi dimostra di meritare fiducia, lui da parte sua probabilmente finirà per continuare a comportarsi bene perché diversamente per me raggiungere il suo concorrente è molto facile (basta un clic, come si suol dire). Sembrerebbe una di quelle tipiche situazioni da teoria dei giochi, in cui la strategia vincente è la cooperazione. I rischi ci sono, ma ci sono anche le contromisure.
Se una grande azienda di software vuole a tutti i costi reprimere la pirateria e riesce a far approvare una legislazione molto rigida, che per sconfiggere i fenomeni di pirateria vera (quelli che duplicano il software a livello industriale, per mettere in commercio le copie) finisce per colpire indiscriminatamente tutti, per evitare di finire nei guai in molti cominceranno a scoprire suite di prodotti liberi e ad adottarli. Nel caso dei libri di carta: se un editore continua a pubblicare libri illeggibili io smetterò di acquistarli. Nel caso degli e-book: se le pretese diventano assurde, il lettore andrà da un'altra parte. Ci sarà un periodo di confusione e di difficoltà, immagino, ma prima o poi si raggiungerà un equilibrio sensato. O almeno lo spero.