Recensendo.2/ Il libro della settimana

di Ave Battistelli Calavalle. La tecnologia odierna è intrusiva e insostenibile. Non consente alcun momento di silenzio, lascia sempre meno tempo per sé stessi e la sensazione di avere scarso controllo sulla nostra vita

Pesaro -
Donald A. Norman
Il computer invisibile
La tecnologia migliore è quella che non si vede
Apogeo, L.39.000, pagg.326


Lavorate nell'high tech? Il vostro capo vi ha mai detto: "Molla tutto quel che stai facendo. Devo assegnarti un incarico davvero importante."? E i vostri superiori vi hanno fatto capire, più o meno chiaramente, che molte volte non è essenziale fare le cose bene, ma è più importante arrivare primi?

E da utilizzatori, ricordate quando avete acquistato il vostro primo pc? Che anno era? E perché l'avevate acquistato? Per farci cosa?
Siete fra quelli che si procurano tutte le novità, appena escono, per il gusto di essere i primi? O acquistate le cose solo quando vi servono, e volete che vi durino nel tempo? O siete prudentissimi, acquistate solo ciò che è stato già acquistato-provato-testato da altri, e non volete proprio rischiare? E i vostri familiari, i vostri amici, a quali di queste categorie appartengono?

Con il software, che tipi siete? Installate subito l'ultima versione di ogni prodotto che usate - e non usate... - o aggiornate i vostri programmi solo se proprio ci siete costretti? Vi innervosite vedendo quanto spazio in più vi serve per ogni nuova versione?

Usate Winword? Avete mai provato a contare quante sono le operazioni che potete fare con questo programma? Siete convinti che più di un migliaio di comandi siano troppi per chiunque? O ancora non vi bastano? O sono troppi, ma comunque manca ciò che serve a voi?

E vi siete mai chiesti perché usiamo videocassette VHS invece delle Beta, anche se il formato Beta è comunemente considerato migliore del VHS? Sapete perché i dischi - gli LP, i CD etc. - sono appunto dischi e non cilindri, quando invece il primo fonografo inventato da Edison usava dei cilindri, con ottimi risultati dal punto di vista tecnico?

Di questo ed altro parla Donald A. Norman nel suo ultimo libro, dove sostiene che "la tecnologia odierna è intrusiva e insostenibile. Non consente alcun momento di silenzio, lascia sempre meno tempo per sé stessi e la sensazione di avere scarso controllo sulla nostra vita". E "il personal computer è forse la tecnologia più frustrante mai realizzata. Il computer andrebbe inteso come un'infrastruttura: dovrebbe essere uno strumento silenzioso, invisibile, non intrusivo; invece è fin troppo visibile, troppo esigente. Controlla il nostro destino." Difetti in gran parte dovuti al tentativo di "stipare troppe funzioni diverse in un unico contenitore da piazzare sulla scrivania".

Visto che "il paradigma commerciale dell'industria informatica è strutturato in modo tale che essa è tenuta a sfornare nuovi prodotti ogni sei o dodici mesi, prodotti più veloci, più potenti e dotati di maggiori funzioni dei precedenti", siamo di fronte a "un'intera industria intrappolata dal proprio successo, incastrata in un ciclo di complessità sempre maggiore a cui non è in grado di sfuggire".

Si può cambiare questa situazione? E come? Considerando anche che "dei buoni prodotti possono fallire mentre il successo può arridere a quelli più scadenti", il cambiamento non può riguardare soltanto l'aspetto tecnologico, ma deve comprendere un nuovo modo di vedere le cose. Passare dall'"iperfunzionalismo acuto", "rampante", di aggeggi sempre più difficili da usare, a "infodomestici": apparecchi adatti a compiti specifici e in grado di conservare tutta la potenza necessaria senza eccessi di complessità. Nascondere il computer e renderlo invisibile, insomma: "nascondere la tecnologia in modo che scompaia dalla vista, si nasconda alla coscienza, ci consenta di concentrarci sulle attività professionali e sull'apprendimento, ci permetta di fare quel che abbiamo da fare e di divertirci".

Ciò che propone Norman è dunque cambiare punto di vista - da "strutture basate sulla tecnologia a strutture basate sugli esseri umani" - e qui ci racconta come secondo lui questo sia possibile, e che cosa questo cambiamento può significare in pratica, nella nostra vita quotidiana.

"Il computer invisibile" mi è piaciuto e ve lo consiglio: scrittura chiara, stile brillante, per un libro che si legge benissimo, di quelli che ti fanno riflettere, e ti fanno tirar fuori le tue idee in proposito. Idee di cui poi hai voglia di parlare con gli amici? che a quel punto ti chiedono in prestito il libro!;)

Buona lettura.

Ave Battistelli Calavalle

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