Italia, le libertÓ online sono a rischio

L'appello Ŕ di Peacelink ma riguarda tutti. Chi fa informazione in Rete presto dovrÓ registrarsi come testata giornalistica. I potentati del giornalismo nostrano allungano le zampe sulla libertÓ della Rete

Italia, le libertÓ online sono a rischioRoma - Il "la" lo ha dato Peacelink e il problema, sollevato pi¨ volte su queste pagine, ormai riguarda tutti, siti e navigatori italiani allo stesso modo: a breve potrebbe infatti diventare obbligatorio per tutti gli italiani che producono informazione sulla Rete registrare il proprio sito come testata giornalistica ed avere un direttore responsabile iscritto all'Albo dei giornalisti.

Proprio questo, e nientemeno, sta avvenendo nelle ultime settimane sotto la spinta censoria dell'Ordine dei giornalisti e delle molte pressioni del sindacato dei giornalisti, la FNSI. Per impedire che le rozze zampe del Controllo dell'informazione e della Censura si allunghino sulla Rete, Peacelink ha appena lanciato un appello rivolto a chi non vuole la riproposizione in Rete di modelli stantii del giornalismo all'italiana e degli schiacciasassi anticostituzionali che da decenni ammorbano il settore.

La lettera-comunicato che l'associazione Peacelink diffonde in queste ore ha un titolo esplicativo: "PEACELINK OSCURATA! L'INFORMAZIONE ON LINE HA I GIORNI CONTATI". Nel comunicato si evidenzia quale sia l'escalation messa in atto dall'establishment della corporazione giornalistica ai danni della libera fruizione e produzione di informazione. Nei prossimi giorni alcune modifiche alla legge sulla stampa potrebbero essere giÓ approvate, con enormi conseguenze per la libertÓ "sulla Rete italiana".
Questa volta, a farsi paladino dell'irreggimentazione dell'informazione online Ŕ Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei giornalisti lombardo, che ha confermato ad un rappresentate di Peacelink che "in base alle recenti proposte di modifica della legge sulla stampa (la 47/1948) anche le associazioni, i gruppi di volontariato, le associazioni no profit e i singoli cittadini che vorranno produrre in maniera continuativa documenti e informazioni da diffondere in rete, dovranno registrare la propria "testata giornalistica" telematica e individuare un direttore responsabile iscritto all'albo dei giornalisti che sia il garante delle informazioni pubblicate sul sito."
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