Dude.it/La guerra dei mondi online

di Giovanni Romano. I publisher italiani rilanciano il massive multiplayer business. Primo bivio: la lingua del gaming

Web - All'inizio dell'estate scorsa due importanti publisher nostrani, CTONet e Digital Bros, inauguravano il massive multiplayer business in Italia. Facendo il punto della situazione dopo poche settimane di attività dei server di La Quarta Profezia e The Legend of Mir: The Three Heroes, sembra che in entrambi i casi l'esperimento si possa definire riuscito: sono più di 15.000 i giocatori italiani che oggi si avventurano in un mondo persistente italiano pagando una quota mensile secondo la formula del pay-per-play.

Una sistematica raccolta dei dati su questi progetti di giochi persistenti, con informazioni sulle tecnologie utilizzate, sui sistemi di interazione e sul modello economico, è facilmente consultabile al sito MondiOnline, un motore di ricerca organizzato in schede che consente di farsi rapidamente un'idea su più di 160 titoli e sui loro developer, dai colossi americani al fertilissimo mercato orientale. Pur essendo gestito da una società italiana - come denuncia il nome - MondiOnline è in inglese, come a sintetizzare il sostanziale bilinguismo a cui sono "costretti" gli appassionati della materia.

Le scelte relative alla lingua di gioco hanno infatti contrassegnato l'azione dei due publisher italiani, che hanno preso la palla al balzo con approcci diametralmente opposti. Con La Quarta Profezia, che è completamente in italiano, CTONet ha rinunciato al pubblico straniero, preferendo concentrarsi sulla fetta di mercato che conosceva meglio e offrendo un prodotto di qualità non eccelsa ma a costi molto ridotti (addirittura gratis per chi si abbona al servizio di connessione Free for you). In questo modo, ha potuto contare sulla consistente fascia di pubblico che finora non si era avventurata in questo tipo di giochi per la diffidenza verso un servizio a pagamento straniero e le difficoltà della lingua.
La scommessa di CTONet è che questo stesso pubblico, recepito il messaggio che i mondi online hanno qualcosa di unico, sia disposto a pagare altrettanto, se non di più, per mondi di superiore qualità e spessore. Non è un caso che la società bolognese abbia appena annunciato l'imminente release della versione italiana di Dark Age of Camelot, il MMORPG lanciato il 9 ottobre negli Stati Uniti che ha venduto in pochi giorni più di 100.000 copie. Ambientato in un'epoca medievale di cavalieri e maghi, Dark Age of Camelot riprende la ricchezza tridimensionale e il complesso sistema di gioco del celebre EverQuest, perfezionandone ogni aspetto. Anche Germania, Francia e Gran Bretagna apriranno a breve dei server locali di questo gioco, che è stato realizzato da Mythic Entertainment.

Digital Bros, dal canto suo, continua a puntare sul mercato europeo nella sua globalità, proponendo i suoi titoli in lingua inglese. Il nuovo mondo persistente, The Myth of Soma, prosegue la politica di import a basso costo dalla Corea inaugurata con Mir. Sviluppato da WizGate, The Myth of Soma vanta un sistema di gioco più evoluto e complesso di Legend of Mir, ma l'impianto bidimensionale è pressoché identico.

Quello che succede in Italia è solo un piccolo riflesso di ciò che si sta scatenando in molti Paesi del mondo - crisi terroristica permettendo. Le differenze linguistiche rendono necessaria ai fornitori di questo nuovo tipo di servizio - il mondo online - una scelta drastica tra l'ecumenicità dell'inglese e le più ridotte misure dei mercati locali, e un attentissimo calcolo del rapporto costi/ricavi.
Il potenziale pubblico per questo tipo di giochi, che per l'alto coinvolgimento richiesto inducono spesso qualcosa di molto simile a una vera e propria dipendenza, è vasto ma non infinito. D'altro canto le risorse richieste per realizzarli e mantenerli sono ingentissime, e senza una massa critica di utenti i conti sono destinati a non tornare. Malgrado ciò, sono centinaia nel mondo le società che hanno annunciato, o stanno completando, progetti del genere, dalla galassia di Star Wars alla Terra di Mezzo del Signore degli Anelli, ciascuna con la propria visione unica di questo business. Naturalmente non ci sarà spazio per tutti, e non sempre saranno i migliori a restare a galla, come succede in tutti i mercati giovani in crescita rapida.

Giovanni Romano
Dude.it, giornale per caso
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