E-gratis/ Slashdot: o paghi o bevi pubblicità

La celebre ezine fa i conti e spinge gli utenti a scegliere: solo chi paga non dovrà sorbirsi banner-lenzuolo, pop-up e chincaglierie varie

Roma - Slashdot, uno dei punti di riferimento più longevi sulla rete per chi cerca informazioni su tecnologia e sviluppo, è ad un bivio. La raccolta pubblicitaria non garantisce più all'e-zine il pagamento di tutte le spese che comporta gestire un sito visitato ogni mese da centinaia di migliaia di utenti di tutto il mondo.

In un editoriale pubblicato dal team che gestisce Slashdot, viene spiegato come il sito continui a crescere, ma "vendere i banner che si vedono in cima alla pagina non ci consentirà di andare avanti mentre cresciamo. E vendere banner nel 2001 è molto più difficile che farlo nel 1999".

La soluzione di Slashdot è quella già adottata da alcuni altri importanti siti: verranno adottati banner di grandi dimensioni e di diverso posizionamento rispetto a quelli tradizionali, perché garantiscono maggiori entrate. Allo stesso tempo Slashdot annuncia un programma di abbonamento per chi vorrà continuare a seguire il sito senza visualizzare la pubblicità, sebbene non sia ancora in grado di dettagliare una somma precisa.
L'editoriale si conclude affermando che questa scelta non è imposta da alcuno ma semplicemente dal fatto che "Slashdot ha quattro anni e vorremmo che fosse ancora qui tra altri quattro. Spero che capiate il costo che rappresenta pubblicare questo sito ogni giorno per un quarto di milione di utenti".

Quella di Slashdot è solo l'ultima in una serie di novità di questo tipo che sono state varate da importanti siti internet, primo tra tutti Salon.com.