Così Washington si prepara alla cyber-war

di A. Massucci. Si chiama OPLAN 3600 il progetto che per la prima volta unisce strettamente FBI, US Space Command e alti vertici militari per creare una forza capace di lanciare attacchi informatici in tutto il Mondo

Così Washington si prepara alla cyber-warRoma - Che ci fa lo U.S. Space Command nelle frenetiche riunioni che si tengono in queste settimane nel quartiere generale dell' FBI, a cui partecipano anche rappresentanti della National Command Authority? La riposta è semplice e rivoluzionaria: gli Stati Uniti stanno allestendo una forza federale capace di sferrare vere e proprie offensive telematiche contro paesi nemici e terroristi.

La conferma che dallo studio di metodi di difesa si è passati a mettere in piedi strutture di attacco è arrivata di recente da una conferenza del Lt. Gen. Edward Anderson, comandante in capo dello U.S. Space Command, agenzia che si occupa di comunicazioni satellitari, a tutti i livelli, compresi quelli militari, e missilistica intercontinentale.

Anderson ha spiegato che le capacità offensive di numerose potenze straniere nel settore missilistico e telematico stanno aumentando esponenzialmente. Vi sarebbero centri specializzati in numerosi paesi dove vengono "allevati" cyber-soldati capaci di lanciare assalti di Distributed Denial of Service, piazzare troiani sui computer del nemico, infestare i sistemi nemici di virus e soprattutto bloccare le comunicazioni di interi network.
"Noi - ha spiegato l'alto ufficiale americano - vediamo tre minacce principali emergenti: i missili balistici intercontinentali, la guerra cyber e il controllo dello spazio". E sarebbe per questo che la National Command Authority, con l'assenso di Clinton e del ministro della Difesa William Cohen, ha dato di recente il via libera alle Forze Armate per la costituzione di una forza d'azione cyber capace non solo di difendere le strutture informative americane, ma anche di attaccare.

Secondo Anderson "al momento questa forza ancora non è stata costituita. Ma la guerra cyber è per noi centrale, la potremmo definire come attacchi militari contro gli uno e gli zero del digitale". Stando ad Anderson la nuova "arma" potrebbe attivarsi su ordine del Presidente statunitense o del ministro della Difesa e le sue azioni sarebbero coordinate dal Comando Unico delle Forze armate (CINC). Questo Comando è formato dai più esperti e importanti esponenti delle forze statunitensi di aria, terra e mare dislocate in tutto il Mondo.

Al momento, Anderson e gli uffici dello U.S. Space Command, in collaborazione con l' FBI e la National Command Authority stanno predisponendo un piano di "difesa", pensato per reagire ad attacchi cyber, oggi noto come "OPLAN 3600" che ancora non si sa quando sarà completato, sebbene Anderson ne abbia fatto capire l'urgenza. In una intervista proprio in questi giorni ha infatti spiegato che alcuni paesi, come la Cina, la Russia e Israele stanno costruendo analoghe forze d'azione. In particolare Anderson si è detto preoccupato per le iniziative cinesi che, come sanno i lettori di Punto Informatico, sono le più avanzate in questa direzione avendo cominciato a lavorarci sopra ormai da almeno due anni.

A lavorare con Anderson si trova l' FBI, ha spiegato lo stesso ufficiale, perché non solo le altre potenze ma anche i gruppi terroristici di mezzo mondo si stanno dotando di armi a tecnologia avanzata e di strutture di offensiva cyber. In questo senso, un appoggio fondamentale al progetto OPLAN arriverà dal National Infrastructure Protection Center di Micheal Vatis. A proposito di questa operazione Vatis, alto funzionario FBI, ha spiegato: "Tutto questo richiederà un rapporto molto stretto tra forze di polizia e i militari". A Vatis e alla sua struttura spetterà anche il compito di decidere se un attacco cyber sferrato "in patria" richieda o meno l'intervento della costituenda forza d'azione cyber-bellica.

Alberigo Massucci
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