Patteggia il cracker NASA

Era entrato nei sistemi informativi dell'Agenzia spaziale e li aveva utilizzati per ospitarci una chat con cui inviare utenti ad un sito porno. Per qualche spicciolo e un po' di gloria. Rischiava 27 anni di reclusione

New York (USA) - "Come hacker non ho mai voluto danneggiare intenzionalmente i computer nei quali sono entrato": con queste parole il 20enne Raymond Torricelli ha iniziato la dichiarazione con la quale nelle scorse ore ha chiesto il patteggiamento, ammettendo di essere penetrato nei computer NASA e di averli utilizzati per ospitare una chat.

Il caso, che aveva sollevato un certo polverone, risale ormai al 1998, anno nel quale Torricelli, dopo aver ottenuto l'accesso a numerosi sistemi informativi della NASA, aveva pensato bene di creare una chat per i suoi conoscenti e per inviare ad un sito pornografico il più alto numero possibile di utenti, per ognuno dei quali veniva pagato 18 cent dal sito in questione.

Torricelli ha deciso di patteggiare anche perché, se non lo avesse fatto, avrebbe rischiato una condanna fino a 27 anni di carcere e una multa fino a 950mila dollari: in questo modo, invece, potrebbe "cavarsela" con qualche mese di galera, forse meno di un anno.
Va detto che quello di Torricelli non è che l'ultimo dei casi che riguardano ingressi illegali nei computer della NASA. Lo scorso novembre un altro cracker, noto come Shadow Knight, aveva patteggiato per evitare una pesante sentenza che arriverà a breve. In quel caso il 20enne John Allen Diekman era entrato in profondità, addirittura arrivando, pare, ai controlli dei software di volo della NASA... Ma forse ancora più clamoroso fu il caso di cOmrade, cracker 15enne penetrato in moltissimi sistemi diversi, NASA inclusa, che se l'è "cavata" con "soli" sei mesi...