UMTS: Gasparri non cambia i termini

Il ministro risponde agli operatori: non ci sono i fondi per estendere le licenze e ridurre il loro costo

Milano - Vogliono indietro parte dei soldi già investiti nelle licenze, vogliono che siano prolungati i termini di scadenza delle stesse e chiedono di poter offrire agli utenti che passano ai servizi 3G la possibilità di rottamare il vecchio cellulare. Gli operatori di telefonia mobile hanno presentato queste richieste al ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. Tempi duri per l'UMTS, hanno detto i gestori, il mercato di rete mobile non è fiorente come quando furono assegnate le licenze e adesso sono necessari incentivi ministeriali per promuovere lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie. Il ministro ha però rifiutato almeno la parte più "succosa" delle richieste.

"Attualmente le nostre finanze non permettono di fare a meno dei soldi delle licenze UMTS" è stato il commento di Gasparri. Anche la richiesta di prorogare i termini delle licenze è stata rigettata: gli operatori avevano chiesto di portare i limiti dagli attuali quindici anni agli auspicati venti-venticinque anni. La proposta di dare l'opportunità agli acquirenti di terminali 3G di rottamare il precedente cellulare per ottenere un prezzo di listino ridotto è invece ancora al vaglio del Ministero.

Questo è un altro segno d'incertezza dal mercato wireless 3G. Le esigenze manifestate dagli operatori italiani - che riflettono simili proposizioni di operatori in mezza Europa - non costituiscono certo un indizio incoraggiante: è un periodo difficile per il settore. E in condizioni di contrazione del mercato sono spesso le nuove tecnologie, future e futuribili, a farne le spese per prime.
Proprio in questi giorni, Motorola ha redatto una previsione sui possibili sviluppi del 3G. Brutte notizie: il produttore americano non crede che la terza generazione partirà prima del 2004, in occidente. "I test sono lunghi e ancora non sono stati realizzati standard comuni", sostiene Motorola. Una proiezione di mercato pessimista, rispetto a quelle elaborate da altri grandi produttori come Nokia e Ericsson. Le società scandinave avevano prospettato l'arrivo dei servizi 3G fin dalla metà del 2002. Giudizio che adesso appare, a certi spettatori del mercato, troppo ottimista.
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