Italia/ Computing distribuito dal Cnr

Più vicine le sperimentazioni per progetti di ricerca distribuita via internet

Erice - Anche in Italia si muovono i primi passi per sfruttare il computing distribuito, in particolare i "tempi morti" dei personal computer. Quando questi non vengono utilizzati dagli utenti, infatti, possono essere sfruttati per compiere calcoli di ogni genere e aiutare, per esempio, la ricerca sui tumori o l'analisi di segnali radio a caccia di onde extraterrestri, come nel primo progetto di questo tipo, il SETI@HOME.

Al centro "Ettore Majorana" di Erice è stato annunciato il progetto italiano del Cnr, che prevede lo sfruttamento dei computer che parteciperanno ogni qual volta rimangano inattivi per più di tre minuti.

"Oggi - ha spiegato Domenico Laforenza, responsabile del reparto di advanced computing del Cnr - nonostante gli straordinari progressi in campo informatico la velocità di ricerca e di calcolo di un computer, anche il più potente, è ancora insufficiente per dare in poco tempo i risultati complessi richiesti per compiere studi in biofisica, chimica, biologia e fisica delle alte energie. Se il lavoro lo dividiamo fra diecimila o centomila computer sparsi nel mondo, naturalmente, i tempi delle risposte si accorciano sensibilmente". Per stimolare le adesioni, Laforenza pensa a un ritorno economico per gli utenti, come la connessione internet gratuita.
Per conoscere il centro Majorana da vicino clicca qui.
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