Domini cinesi, tensione USA-Cina in aumento

La resa dei conti si avvicina. Il NIC di Pechino sostiene di avere il diritto di disporre dei domini cinesi e dei domini realizzati con caratteri cinesi anche nell'estensione. Ma VeriSign e gli altri register non ci stanno

Roma - Presto potrebbe verificarsi un inedito scontro Cina-USA sulla questione dei domini Internet cinesi, domini per i quali le autorità di Pechino ritengono di avere una sorta di "diritto naturale".

"Noi contiamo sul fatto che il popolo cinese potrà disporre dei nomi a dominio cinesi": queste le recentissime parole di Mao Wei, direttore del CNNIC (China Internet Network Information Center), il NIC cinese. Wei è il maggiore oppositore all'ingresso nel business dei domini cinesi di operatori che non siano nazionali. Una posizione che si deve non tanto allo sbandierato orgoglio quanto alla necessità, dimostrata in molte occasioni dal regime di Pechino, di disporre di strumenti di controllo sulla Rete.

Dall'altra parte ci sono i numerosi operatori, non solo occidentali, che vorrebbero entrare nel business dei domini cinesi, come VeriSign, mentre gli esperti vedono nei domini multilingue un pericolo, per la "stabilità" del sistema dei nomi a dominio sulla Rete.
Proprio VeriSign da quasi un mese offre la possibilità di registrare domini in cinese con le tradizionali estensioni internazionali.com,.net e.org. La stessa cosa la offre anche il CNNIC, che consente di registrare anche le estensioni in caratteri cinesi e non solo il nome a dominio. Il CNNIC ha reso noto di aver ricevuto 820mila richieste di nuovi domini da qualche settimana a questa parte e alcuni osservatori affermano che sono molti coloro che stanno registrando i propri domini sia presso il CNNIC che presso VeriSign per evitare di perdere i diritti sui domini quando le due entità troveranno un accordo.

E il problema è tutto lì. Perché il CNNIC insiste e fa notare di essersi già incontrato in più occasioni con rappresentanti di Hong Kong, Macao e addirittura Taiwan per discutere della questione. Una situazione che rischia di "bypassare" gli organi internazionali di supervisione sui domini, come l'ICANN, mettendoli di fronte ad un fatto compiuto.
TAG: domini