Il WAP morto? Nielsen è in errore

di Luca Passani. Sul recentissimo rapporto di Jakob Nielsen che boccia il WAP interviene un esperto di usabilità WAP di Openwave, secondo cui il WAP ha ancora molto da dire

Roma - Il rapporto di Jakob Nielsen ha pregi e difetti. Il pregio principale è quello di puntare il dito contro la cattiva qualità di molti dei servizi WAP disponibili in Europa in questo momento e sugli errori di progettazione che ne sono la causa. Il difetto principale è quello di essere contraddittorio nell'analisi e nelle conclusioni del report. A mio parere questo è una diretta conseguenza della scarsa conoscenza tecnica di WAP da parte dell'autore.

Con tutta probabilità le scoperte che Jakob Nielsen è andato facendo durante la stesura del report cozzavano contro ciò che lui intendeva dimostrare a priori. Questo aspetto si riflette nelle inconsistenze di cui il documento è permeato: l'executive summary e le conclusioni del documento affermano cose diverse.

Nielsen identifica nella "latency" (i ritardi dovuti ai tempi di connessione GSM) uno dei principali problemi di usabilità di WAP. Questo è corretto, ma la soluzione è dietro l'angolo: si chiama GPRS. L'introduzione del GPRS non implica la modifica dello strato applicativo del protocollo WAP. In altre parole, chi sviluppa un'applicazione WAP oggi, la vedrà funzionare automaticamente meglio tra qualche mese.
Ciò significa che questo è il momento migliore per specializzarsi in WAP. Quando Nielsen raccomanda a tutti di astenersi da sviluppare applicazioni WAP in attesa dell'arrivo di tecnologie migliori, egli rende un disservizio ai programmatori.

Un'altra pecca del documento consiste nell'ignorare la piattaforma Phone.com sia per quanto riguarda i telefonini, sia per quanto riguarda le applicazioni sviluppate seguendo le nostre guidelines. Se Nielsen lo avesse fatto, si sarebbe reso conto che la tecnologia WAP è capace di fornire servizi più utili e amichevoli di quelli provati dai suoi utenti in Inghilterra.

Un altro aspetto che pervade il report è il continuo accostamento con il giapponese i-mode. Benché Nielsen parta dal presupposto che i-mode sia WAP fatto meglio, il report non riesce a dimostrare nessuna superiorità di i-mode rispetto a WAP, se non quelle che derivano dalla natura proprietaria di i-mode e che gli impediscono di essere un successo al di fuori del Giappone, aspetto questo che Nielsen finisce per ammettere nel report stesso. Riguardo i-mode vale la pena segnalare che Nielsen non è a conoscenza del fatto che lo strato di sicurezza presente nel protocollo WAP è del tutto assente in I-mode, ambiente che lui definisce sicuro.

Internamente a Phone.com abbiamo fatto un'analisi abbastanza dettagliata del report: Nielsen non ne esce bene come esperto WAP, ma ci sono aspetti positivi del documento che preferiamo mettere in evidenza.

Quando Nielsen mette a nudo i difetti di design (e la "task-analysis" in particolare) delle applicazioni WAP, egli è in sintonia con ciò che Phone.com ha insegnato negli anni agli sviluppatori WAP di tutto il mondo, ma che purtroppo non è seguito in Europa, dove le applicazioni wireless, contrariamente a quanto Nielsen crede, sono una tecnologia ancora da esplorare e comprendere pienamente.

Per questo ci auguriamo che gli sviluppatori, consci degli errori contenuti nel documento, ne comprendano comunque il senso per quanto riguarda la realizzazione di servizi utili e facili da usare.

Luca Passani
Luca Passani lavora per Openwave (ex: Phone.com) ed è dell'autore di due capitoli di Professional WAP, il più autorevole e venduto libro su WAP.

Per la pubblicazione di questo articolo si ringrazia Aspitalia.com.