Telefonini Italia, viviamo tra le antenne

Lo dice l'Eurispes che ha appena presentato una indagine conoscitiva. Con l'arrivo dell'UMTS le installazioni saliranno di altre 55mila unità. Ma non tutte le nuove sono cattive nuove

Roma - In Italia tra antenne, tralicci e ripetitori di onde elettromagnetiche si superano i livelli degli Stati Uniti. L'Eurispes, che ha appena presentato la sua Indagine conoscitiva sull'elettrosmog, stima che in Italia vi siano: 300 mila chilometri di elettrodotti a media, alta ed altissima tensione; 10 mila stazioni radio base per la telefonia cellulare e oltre 60 mila antenne trasmittenti che irradiano programmi radio e televisivi (contro le 12 mila presenti negli Usa).

Numeri impressionanti, dunque, che secondo l'ente di ricerca "sono destinati ad aumentare con l'installazione di una nuova rete di impianti" per l'Umts. Ma secondo gli esperti Eurispes questo non deve sollevare timori di potenziali danni per la salute perché, rispetto ad altre fonti di rischio, "le potenze in gioco sono inferiori e si attestano su valori dell'ordine di qualche centinaio di Watt nei casi peggiori".

Lo sviluppo della Rete UMTS decollerà, spiega l'Eurispes, con l'inizio del servizio sperimentale il primo gennaio del 2002. Nei primi tre anni dovranno essere raggiunti i capoluoghi di Regione e nei tre anni successivi tutte le province italiane. "Nei prossimi sette anni - scrive l'Eurispes - dovrebbero trovare una collocazione sul territorio circa 55.000 antenne (più o meno 10.000 antenne per gestore)".
Secondo Eurispes, non ci si deve però preoccupare: "A detta degli operatori e delle aziende manifatturiere del settore, l'UMTS si servirà di tecnologia più 'pulità. Con una serie di quelli che vengono definiti 'stratagemmì, nel GSM 'si riesce a ridurre la potenza di conversazione da 2,5 a 1 watt; nell'UMTS addirittura si dimezza, cioè da 0,4 scende a 0,2".