
Da alcuni anni, chi naviga per la rete in cerca di software si trova di fronte ad una situazione più complicata rispetto ad una volta. Per esempio, si sono confuse le categorie classiche (freeware, shareware e prodotti commerciali) e, per chi scarichi sul proprio computer un programma nuovo, risulta sempre meno immediato capire bene a quali condizioni quel programma potrà essere visionato e sarà eventualmente utilizzabile. Assistiamo infatti all'abuso sistematico della parola
shareware, sotto cui molti autori classificano delle semplici "demo commerciali" (tali devono infatti definirsi tutti i prodotti a scadenza, quelli che si possono usare per x giorni dopodiché, se non acquistati, cessano di funzionare). E assistiamo naturalmente all'abuso della parola
free, la quale oramai significa solo una cosa: che bisogna leggere meglio per capire se c'è un trucco.
Elemento significativo, in questa specie di rincorsa a rendere sempre meno visibile la vera sostanza delle cose, sono i software advertising-supported (detti anche
adware). Questo genere di prodotti, che iniziarono a comparire qualche anno fa, sono per lo più caratterizzati dal fatto che possono essere scaricati e utilizzati senza limiti di tempo, senza alcuna formalità e, soprattutto, senza necessità di effettuare alcun pagamento. Durante il funzionamento, tali software visualizzano all'utilizzatore dei banner pubblicitari, il cui scopo è di procurare un guadagno all'autore o produttore del programma.
Bisogna ammettere che un'offerta di questo tipo ha un fascino sicuro e immediato: la possibilità di ottenere programmi talvolta anche di notevole qualità e di usarli senza il fastidio di dover mettere mano alla carta di credito (e pagare in dollari). Di fronte alle funzionalità del programma, del quale magari si aveva proprio bisogno, e al non dover effettuare pagamenti, si è portati a valutare piuttosto velocemente il fatto che compaiano dei banner pubblicitari, giungendo a considerare la cosa del tutto accettabile quando non irrilevante. Una valutazione che ha invece delle implicazioni e che non dovrebbe essere effettuata sbrigativamente. Vediamo perché.