martedì 12 dicembre 2000

Dossier Adware/ Viaggio nei software-spia

di Leonardo Colinelli. Quali software spiano quello che fa l'utente? Cosa infilano nel computer? A quale scopo? E chi gestisce quelle informazioni? Esplorazione senza veli nei meandri dello spyware e del software travestito

Dossier Adware/ Viaggio nei software-spiaDiciamo subito che stiamo assistendo ad una gran brutta tendenza. Molti software che erano da lungo tempo noti come gratuiti stanno via via passando ad adware, come è il caso, per fare un recente esempio, di ICQ. Chiunque oggi stia utilizzando un prodotto freeware potrebbe avere la sgradita sorpresa prima o poi, al momento di aggiornarlo ad una nuova versione. Occorre dunque guardare attentamente ogni volta.

Si è già sentito parlare di prodotti adware anche nei software forniti in dotazione a nuovi pc (il caso che conosciamo riguarda Corel, ma altri potrebbero seguire da un momento all'altro). Tutto fa pensare che questa tendenza sia ancora lontana dall'esaurirsi, anche perché su di essa si innesta assai bene la più ovvia delle mistificazioni: continuare a dire che il prodotto è "free" o, come certuni pudicamente specificano, "no-charge". C'è chi non si fa problemi a dichiarare con evidenza che il prodotto è "freeware", per poi aggiungere (in posizione più defilata) che il prodotto incorpora una qualche tecnologia di advertising. Si tratta di una categoria che cresce, a spese delle categorie dei veri freeware, dei veri shareware e pure dei software commerciali.

Caso degli ultimi giorni è quello del browser Opera, divenuto adware dopo essere stato, storicamente, un prodotto a pagamento con periodo di 30 giorni di valutazione gratuita.
In questo quadro, cosa si può consigliare a chi stia cercando in rete per trovare la migliore soluzione software a qualche propria necessità? Innanzitutto di esaminare con cura tutto ciò che gli pare interessante, al fine di capire al più presto in quali termini venga distribuito. Se trova un prodotto interessante nella categoria degli adware, non intendiamo assolutamente dire che lo debba scartare ipso facto. Ma raccomandiamo di non lasciarsi abbagliare dal fatto che nessun pagamento è richiesto.

In realtà per un prodotto adware si paga in altro modo: soprattutto con una quota delle proprie risorse elaborative e di connettività e con il fastidio di sentirsi osservati e sollecitati in continuazione, con modalità che vanno ben oltre il semplice utilizzo che si pensa di fare del prodotto in questione. Già sulla base di questo si può concludere che, se si intende utilizzare un prodotto per lungo tempo, adware non è la forma di pagamento più conveniente. Un prodotto software potrà ragionevolmente valere un certo prezzo, così come anche la ricezione di un singolo banner avrà una valutazione monetaria. Se il software viene usato indefinitamente, è come se l'utilizzatore pagasse una quota infinita.
TAG: mondo