Linux a caccia di petrolio

Sarà il supercomputer più grande mai installato quello che IBM consegnerà a Shell per l'impiego nel settore della ricerca petrolifera. Tutti i cavalli sfornati da questo mostro saranno domati da Red Hat Linux

Londra - Linux si appresta a registrare un altro record nel suo ruolino di marcia personale. Il sistema operativo free verrà infatti utilizzato da IBM per dar vita al supercomputer Linux più grande al mondo, un mostro composto da 1024 IBM e-server x330 capace di sfornare una potenza di calcolo superiore a 2 Teraflop.

A commissionare un tale armamentario è la compagnia petrolchimica Shell, che lo utilizzerà per far girare applicazioni sismiche e geofisiche che hanno come obiettivo primario la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi e di gas metano.

"Il fatto che Shell abbia deciso di far girare queste applicazioni su di un supercomputer IBM Linux dimostra che Linux sta diventando maggiorenne" ha commentato Irving Wladawsky Berger, vice presidente per la tecnologia e la strategia di IBM. "Questo mostra anche che Linux può ambire a svolgere alti carichi di lavoro e persino i più avanzati compiti di supercomputing".
La distribuzione utilizzata per l'occasione sarà quella di Red Hat, e in risposta ad alcuni giornalisti che si chiedevano perché la scelta fosse caduta proprio sulla distribuzione dal "cappello rosso", IBM ha tenuto a precisare che al cliente viene lasciata piena libertà decisionale: con Linux si può.
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