TIM e Omnitel, supermulta sì, ma ridotta

Scende la multa ai due operatori telefonici. Il Consiglio di Stato li ritiene colpevoli di accordi illegali ma decide di ridurre, e di molto, la sanzione prevista dall'Antitrust

Roma - Confermata ieri dal Consiglio di Stato la "mazzata" sulla testa dei due principali operatori di telefonia mobile italiani. Ma è una mazzata molto meno pesante di quanto previsto. Il Consiglio di Stato, infatti, convalidando la decisione di primo grado assunta dal Tar del Lazio con la quale erano state confermate le multe decise dall'Antitrust per le due aziende, ha anche decretato la riduzione degli importi.

L'accusa, sostenuta dal Codacons che aveva presentato un ricorso in tal senso all'Autorità Antitrust, è che i due operatori abbiano fissato di comune accordo, con una intesa vietata dalle leggi antitrust, le tariffe per le chiamate da rete fissa a telefonino e i prezzi di interconnessione delle infrastrutture di rete wireless.

Stando a quanto deciso dal TAR e convalidato ora dal Consiglio di Stato, la condanna si traduce ora per i due operatori in una penalità pari a 38 miliardi per TIM e 14 miliardi per Omnitel contro, rispettivamente, i 100 e 42 miliardi previsti dalla prima decisione dell'Antitrust.
Il motivo della sostanziosa differenza nella sanzione decisa dal Consiglio di Stato rispetto a quella voluta dall'Antitrust sta nel fatto che il Consiglio ritiene che nel periodo 96-98 tra TIM e Omnitel non vi sia stato l'accordo stretto, invece, per il 1999. L'Antitrust aveva sostenuto il contrario ma la valutazione del Consiglio di Stato, che si "appoggia" ad una analoga valutazione espressa dall'Autorità TLC, ha cambiato la situazione e portato, appunto, alla riduzione delle sanzioni.

Di recente il presidente dell'Antitrust Giuseppe Tesauro aveva dichiarato che la multa irrogata ai due operatori era "la maggiore in termini assoluti mai comminata dall'Autorità". Dopo la decisione del Consiglio di Stato è evidente che non è più questo il caso.