Mac-like/ Apple rallenta ma ora ha ottime scuse

di Lucio Bragagnolo. Le vendite di computer rallentano per tutti, aveva detto Steve Jobs. Nessuno ci aveva creduto. Adesso non è più una scusa, ma un fatto evidente

Web - Tre mesi fa Apple aveva annunciato una riduzione del proprio attivo trimestrale e, tra le cause, Steve Jobs aveva indicato una contrazione generale del mercato dei computer.

Bel tentativo, avevano più o meno commentato la stampa di settore, gli analisti e il grande pubblico: vai male e per giustificarti ti inventi una crisi generalizzata che non c'è.

E invece c'era eccome, solo che Apple l'aveva vista (e subita) prima degli altri. Intel ha avvisato il mercato di una contrazione dei propri utili rispetto alle previsioni; Dell ha fatto lo stesso; Gateway ha annunciato la stessa cosa; Compaq pure; Amd lo stesso. A questi nomi se ne aggiungono vari altri, meno noti o meno orientati al personal computer (Hewlett-Packard, per esempio), ma la musica è quella.
Si noti che Dell ha annunciato una riduzione degli utili, ma nessuno pensa che Dell sia lì lì per fallire; mentre, se Apple annuncia un trimestre in perdita dopo tre anni di utile, gli specialisti di settore suonano le campane a morto. Non è il caso di ascoltarli perché sono specialisti di settore, ma del settore Wintel. Apple lavora, vende e si muove su logiche completamente diverse e così i cosiddetti specialisti, quando cercano di applicare alla Mela le logiche del mondo Wintel, non ci azzeccano mai. Per questo odiano Apple (non la capiscono) e ogni volta si augurano che sparisca presto. Per questo continuano ad avere torto peggio di prima. Ma torniamo al discorso principale e vediamo più in dettaglio che cosa è successo ad Apple.
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