
Come la RIAA, anche EMI non è sembrata insensibile in questi giorni alle cifre snocciolate da
Webnoize, ormai affermato osservatorio sulle tecnologie di file-sharing dal quale è arrivata la notizia del fatto che i sistemi alternativi del P2P oggi consentono di scambiare più file di quanto non sia mai accaduto con Napster.
Sotto questa spinta e sotto la spinta di una visione industriale che deve cambiare per produrre profitto e operatività, EMI ha deciso nei giorni scorsi di optare per una clamorosa scelta promozionale: offrire a quello che fino ad oggi era uno dei network più invisi all'industria, una scelta di opere del proprio catalogo. Da far condividere e scaricare liberamente dagli utenti.
Attraverso una serie di accordi con
Jive Media Technology e
Lime Wire, uno dei principali punti di riferimento per lo sviluppo di Gnutella, EMI sta inserendo nella rete Gnutella una serie di brani che appartengono alla sua etichetta "Priority Records".
La mossa segue una serie di altri esperimenti già condotti da EMI, da tempo una delle major che appare più coinvolta nella ricerca di nuovi modelli di business online, che hanno coinvolto gli utenti di Aimster ed Angry Coffee con il rilascio di alcuni brani dell'ultimo disco dei Radiohead.
Questa volta, però, EMI ha voluto fare le cose in grande consentendo agli appassionati di musica utilizzatori dei sistemi Gnutella, di eseguire ricerche sul network e scaricare alcuni video messi loro a disposizione. Si tratta di un'operazione promozionale che permette ad EMI di distribuire una serie di link e rimandi ai siti delle sue etichette nonché di condire il tutto con un po' di pubblicità.

Si tratta, insomma, di un chiaro esperimento che, come notava anche Wired nelle scorse ore, rappresenta un passo avanti importante. C'è da dire, però, che i più ottimisti sperano che queste novità si accompagnino presto al ritiro delle pesanti denunce che i discografici hanno presentato non solo proprio contro Aimster ma, più recentemente, anche contro tutti i più utilizzati sistemi di file-sharing con la sola eccezione di Morpheus, considerato peraltro il più celebre al momento.
Ma le speranze devono essere tenute sotto controllo. Ted Cohen, vicepresidente dei nuovi media alla EMI, ha messo in chiaro la finalità dell'operazione: "Intendiamo supportare gli appassionati musicofili avvicinandoli ai nuovi video in un ambiente sicuro, uno che ha un forte potenziale per aumentare le vendite". A sentire Cohen e Jive Media, il 15 per cento dei 400mila che hanno già dato un'occhiata al primo video ("My Baby" di Lil' Romeo) ha cliccato sui link dei siti di commercio elettronico dove è messo in vendita l'intero album. Non sono però noti i numeri di quanti abbiano poi effettivamente acquistato.
Ma le novità per il file-sharing e file-swapping in queste ore arrivano anche nientemeno che dal Pentagono.