LaRiforma/ Ci spingono tutti verso Freenet

di M. Lutero. Trattato internazionale contro il crimine cyber, attentati legislativi all'anonimato, intercettazioni a raffica in Gran Bretagna, bollini blu, copyright selvaggio. La soluzione tecnologica è la via obbligata

Roma - Siamo circondati. Da ogni direzione avanzano le censure, le richieste, gli accaparramenti del mondo fisico che vengono brutalmente trasferiti sulla Rete da coloro che la temono. Che l'hanno sempre temuta senza ammetterlo. I diritti di copyright diventano vessillo di un'armata compatta di industrie senza scrupoli, le istituzioni europee lavorano per ampliare il potere di censura e intercettazione delle forze dell'Ordine, il professionismo giornalistico all'italiana trasferisce la corporazione sulla Rete, in Gran Bretagna tutte le email vengono passate al setaccio per legge.

Sì, in questi mesi, nel 2000 come mai prima, Internet è messa in pericolo, perché in pericolo è il suo significato, che ne ha accompagnato lo sviluppo in questi anni e che ha portato tanti, tantissimi, a navigare nel World Wide Web.

In pericolo è la libera circolazione delle idee e delle informazioni, la libera espressione ma, ancora di più, è in pericolo il senso ultimo della libertà che la Rete ci ha fatto assaporare e di cui non possiamo più fare a meno.
In queste ore il Consiglio d'Europa si appresta a varare un trattato contro il cybercrimine, una Convenzione appoggiata anche dall' FBI statunitense e pensata per dare nuovi poteri di controllo su quella gelatina sfuggente che agli occhi del potere costituito è Internet.

In queste stesse ore i sistemi di file-swapping, che consentono ai singoli utenti della Rete di scambiare tra loro file di qualsiasi genere, sono oggetto di una ControRiforma oscurantista spinta innanzi con ogni mezzo, con l'appoggio di tribunali incompetenti, con i soldi sporcati dalla mancanza di scrupoli dell'industria, con la cecità forcaiola di chi non ha visto l'Alba del Nuovo.
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